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Previdenza: USAM contro Berset, il suo progetto è troppo costoso

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2014 - 12:38
(Keystone-ATS)

Troppo costosa e molto pericolosa sia per l'occupazione, sia per la crescita economica: la riforma "previdenza vecchiaia 2020" del consigliere federale Alain Berset non piace all'USAM, l'Unione svizzera delle arti e mestieri, che punta piuttosto a un innalzamento progressivo dell'età pensionabile e a misure integrative dei lavoratori più anziani nel mondo del lavoro per far fronte alla carenza di personale qualificato.

La riforma di Berset, che sarà discussa dal governo mercoledì, punta a consolidare l'AVS armonizzando l'età pensionabile a 65 anni e garantendo nuove risorse finanziarie attraverso un aumento massimo di 1,5 punti dell'IVA. Il progetto prevede pure una revisione della legge sulla previdenza professionale, con un possibile aumento dei contributi versati dai salariati e una riduzione del cosiddetto tasso di conversione che serve a calcolare l'ammontare delle rendite.

Secondo il presidente dell'USAM Jean-François Rime, citato in un comunicato, si tratta "di uno dei progetti più costosi che la Svizzera abbia mai conosciuto". Globalmente la spesa potrebbe raggiungere gli 11 miliardi di franchi, "quasi l'equivalente di una mezza NTFA", la trasversale ferroviaria alpina, "e questo ogni anno".

I danni per l'economia nazionale sarebbero enormi. Tale riforma "potrebbe costare mezzo punto percentuale di crescita del Pil e decine di migliaia di impieghi". Secondo Rime, il progetto dal punto di vista politico non ha nessuna chance di successo: probabilmente verrà bocciato già in sede parlamentare. "In caso contrario sarà il popolo a mettere il proprio veto".

L'USAM si dice sicura che l'età pensionabile vada aumentata progressivamente, magari di qualche mese per volta conformemente all'aumento della speranza di vita, nell'intento di risanare la previdenza professionale e di combattere la penuria di mano d'opera, che potrebbe aggravarsi dopo l'accettazione dell'iniziativa del 9 febbraio sull'immigrazione di massa. Ciò permetterebbe di evitare un aumento di tasse e contributi. Verrebbero pure scongiurate le conseguenze negative per l'economia quali il rallentamento della crescita e la cancellazione di posti di lavoro.

Secondo Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'USAM, ogni volta che si parla di aumentare l'età pensionabile "si obietta che l'economia non vuole impiegare lavoratori anziani, ma sostituirli sistematicamente con personale giovane reclutato all'estero". "Ma tutto ciò è falso". Il tasso di disoccupazione tra gli over 60 è più basso della media. In Svizzera questa categoria di lavoratori "è ben integrata nella vita attiva".

L'USAM, stando a Bigler, è "fermamente convinta che l'innalzamento progressivo dell'età pensionabile sia la sola via promettente per un regolamento durevole dei problemi di finanziamento della previdenza vecchiaia". Tale aumento richiede tuttavia misure accompagnatorie, quali l'intensificazione della formazione professionale e l'introduzione di modelli retributivi e lavorativi flessibili.

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