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Ritalin: sempre più diffuso in Svizzera, Ticino eccezione

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 agosto 2011 - 14:59
(Keystone-ATS)

I farmaci come il Ritalin contro la sindrome da deficit di concentrazione e iperattività (ADHD) - un disturbo di cui sono affetti soprattutto bambini e giovani - sono sempre più prescritti dai medici in Svizzera, con l'eccezione del Ticino, che presenta cifre di cinque volte inferiori al resto della Svizzera.

È quanto emerge da uno studio della cassa malattia Helsana per gli anni 2006-2009.

Nel 2009 sono stati in tutto 5100 gli assicurati della Helsana che hanno fatto ricorso al Ritalin o a farmaci simili con il principio attivo metilfenidato (MPH), indica lo studio, pubblicato oggi sul bollettino dei medici svizzeri "Schweizerische Ärztezeitung". Questa cifra rappresenta lo 0,37% degli assicurati e supera del 42% quella del 2006 (3300 assicurati, 0,26%).

Secondo le estrapolazioni dei ricercatori, nel 2009 l'MPH è stato prescritto a quasi 29'000 pazienti in Svizzera, in maggioranza bambini e giovani tra i sette e i 18 anni. I pazienti maschi superavano di tre volte e mezzo le femmine.

L'aumento di questa categoria di età nei quattro anni in esame è stato del 33% per i ragazzi e del 39% per le ragazze. Si tratta di una crescita chiara, che rimane tuttavia a un livello moderato, il che lascia pensare a una prassi nella prescrizione ragionevole, commentano gli autori dello studio.

Essi rilevano d'altro canto che questa prassi è tutt'altro che unitaria. Nel canton Ticino la proporzione di pazienti è di circa cinque volte inferiore (0,08) a quella rilevata nella Svizzera tedesca e in Romandia. Non è plausibile che a sud del San Gottardo l'ADHD (sigla inglese di Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) sia meno diffusa o che ci sia un "sottoapprovvigionamento", affermano i ricercatori.

Qual è dunque la ragione? Gli autori dello studio presuppongono che in Ticino ci sia un altro modo di affrontare questo disturbo, sia esso dovuto a una diversa mentalità ("società mediterranea") o a un'altra "filosofia di cura". In Italia - rilevano - si è sviluppato negli ultimi anni un movimento relativamente forte di critica verso la prescrizione di psicofarmaci ai bambini.

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