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Schengen: Sommaruga difende costi superiori, UDC chiede inchiesta

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 maggio 2011 - 18:45
(Keystone-ATS)

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha difeso oggi i costi nettamente superiori per gli accordi di Schengen/Dublino. La ministra della giustizia ha sottolineato i vantaggi per la Svizzera: meno domande d'asilo e strumenti utili per la polizia.

Il governo, del quale lei ancora non faceva parte, ha calcolato i costi in maniera conservatrice, se non addirittura li ha sottostimati, ha dichiarato la Sommaruga davanti ai media. "Ma non ho indicazioni che lo abbia fatto di proposito." Era difficile stimare i costi perché lo sviluppo degli accordi non era ancora prevedibile.

Se si tiene conto degli sviluppi i costi sono comprensibili. La maggior parte delle spese supplementari è dovuta all'informatica. I costi di esercizio non sono mai stati calcolati. Si aggiungono contributi, ad esempio al fondo per le frontiere esterne, che la Svizzera non si aspettava.

Il gruppo UDC alle Camere non vuole rassegnarsi: oggi ha deciso di chiedere una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) per chiarire le circostanze sull'informazione errata, si legge in una nota.

Il libretto informativo era stato redatto sotto Christoph Blocher. Recentemente in un'intervista l'ex ministro della giustizia UDC aveva respinto ogni responsabilità, affermando di essere stato messo in minoranza dai colleghi di governo che volevano assolutamente vincere la votazione.

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