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Sindacati chiedono a Fifa "fair play" per mondiali Qatar 2022

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2011 - 12:03
(Keystone-ATS)

Garantire il "fair play" anche per i lavoratori impegnati nella costruzione degli stadi per i mondiali di calcio del 2022 in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Questa la richiesta contenuta in una lettera che la Conferenza sindacale internazionale (CSI) ha consegnato oggi a Zurigo al presidente delle Fifa Sepp Blatter.

"Il calcio non funziona senza fair play. Lo stesso vale anche per i lavoratori. Se i loro diritti non saranno rispettati ci vedremo costretti ad estrarre il cartellino rosso", afferma Vasco Pedrina, segretario del sindacato svizzero Unia, citato in una nota.

Pedrina ed altri dirigenti sindacali internazionali hanno avuto un colloquio con il segretario generale della Fifa Jérôme Valcke. I sindacati puntano il dito contro le condizioni di lavoro disumane cui sono sottoposti i "migranti del lavoro" nel Qatar e negli Emirati Arabi Uniti.

Pur non essendo un partner sociale, la Fifa ha l'influenza e il potere necessari perché anche in questi paesi sia rispettato il principio "Decent work for decent life" (lavoro decente per una vita decente). Oltre al Qatar, i sindacati citano anche i casi dei mondiali di calcio in Brasile (2014) e in Russia (2018). La Fifa ha una responsabilità morale e sociale, si può leggere nella lettera indirizzata a Sepp Blatter.

La federazione internazionale di calcio - prosegue la nota - ha fatto un primo passo nella direzione di una maggiore responsabilità sociale in occasione dei mondiali del 2010 in Sudafrica. Ora si tratta di mantenere le promesse e garantire che nella realizzazione delle infrastrutture per i prossimi tornei siano rispettate le norme fissate dall'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

La Conferenza sindacale internazionale (CSI) riunisce 308 organizzazioni sindacali di 153 paesi.

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