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Siria: 'cinque ingegneri nucleari uccisi', è giallo

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 novembre 2014 - 19:31
(Keystone-ATS)

È giallo sulla sorte di cinque ingegneri nucleari uccisi oggi a Damasco, secondo testimonianze non verificabili in maniera indipendente. La fonte è l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), una piattaforma anti-regime basata in Gran Bretagna, ma che dal 2007 monitora le violazioni nel Paese grazie a una fitta rete di ricercatori e fonti mediche sul terreno.

Mentre i media ufficiali finora non hanno né confermato né smentito l'accaduto, l'Ondus afferma di non poter fornire i dettagli della loro morte. Dal terreno attivisti contattati via Skype dall'ANSA confermano di aver avuto notizie contrastanti circa la sorte di ingegneri, la cui nazionalità non è stata ancora resa nota.

Secondo le fonti, l'episodio è avvenuto a Barze, quartiere periferico nella parte nord della capitale. I cinque ingegneri lavoravano a un Centro di ricerche scientifiche, termine solitamente usato per indicare gli istituti diretti dal ministero della difesa. Il loro pullman è stato colpito - afferma l'Ondus - nei pressi del ponte di Harna in una zona non lontana dalla linea di demarcazione tra l'area controllata dalle forze lealiste e l'area in mano invece al variegato fronte degli insorti.

Un gruppo di ribelli, nel luglio 2013, aveva sparato colpi di mortaio contro lo stesso Centro di ricerca uccidendo, secondo fonti ufficiali, sei impiegati dell'istituto. Pochi mesi prima, un altro Centro di ricerche scientifiche, situato a Jamraya vicino a Damasco, era stato colpito da un raid israeliano. Tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013, l'ingegnere italiano Mario Belluomo era stato rapito da non meglio precisati uomini armati nei pressi di Damasco. Era stato liberato dopo alcuni mesi dalle forze del regime, ma numerosi punti oscuri della vicenda non sono mai stati chiariti.

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