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Siria: escluso un ritiro degli osservatori

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2012 - 17:02
(Keystone-ATS)

Anche se la presenza degli osservatori della lega araba non ha fermato la sanguinosa repressione in Siria, viene escluso che la riunione del comitato ministeriale dell'organizzazione in corso al Cairo possa decidere un ritiro dell'iniziativa. Lo riferiscono fonti informate nella capitale egiziana prevedendo che anzi si pensa a come rafforzarla chiedendo un contributo di esperti dell'Onu.

I partecipanti alla riunione, aggiungono le fonti, probabilmente confermeranno l'appoggio agli osservatori. Come del resto ha detto alla vigilia dell'incontro il capo della Sala di monitoraggio delle operazioni al quartier generale della lega araba al Cairo, Adnan al-Khudeir, un ritiro degli osservatori non è proprio in agenda. Peraltro dieci osservatori giordani sono arrivati a Damasco solo ieri portando il loro numero a 153. Dal canto suo il segretario generale aggiunto della Lega araba, Adnan Issa, ha confermato che "non parliamo di ritiro ma di rafforzamento di questa missione".

L'opposizione siriana, in linea col tono di dichiarazioni ufficiali qatariote, considera fallimentare l'invio degli osservatori e chiede un intervento dell'Onu ritenendo che la politica "molle" della lega Araba stia solo dando più tempo al regime per reprimere gli oppositori. Nonostante pressioni da parte di Qatar e Arabia Saudita, fonti della Lega araba hanno previsto che dalla riunione di oggi non verrà neanche una chiara condanna del regime per evitare di rompere i ponti con esso. Per quanto riguarda il rafforzamento della missione, secondo quanto trapelato al Cairo i ministri discutono su come renderla più indipendente dal regime e su come rafforzarla coinvolgendo l'Onu: il Qatar propone l'invito di tecnici ed esperti di diritti umani delle Nazioni Unite in grado di giudicare l'attuazione del piano.

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