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Siria: Unicef, 30 bambini uccisi in dimostrazioni anti Assad

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 giugno 2011 - 15:10
(Keystone-ATS)

Ben trenta bambini sono stato uccisi in Siria dalle pallottole dei soldati e degli agenti del governo, durante le manifestazioni indette dall'opposizione contro il presidente Bashar al Assad. Lo afferma l'Unicef in un comunicato, mentre i partiti che chiedono la caduta del governo si mostrano oggi scettici su un'amnistia annunciata ieri dal capo di stato.

"L'uso di pallottole vere contro dei manifestanti ha portato alla morte di almeno 30 bambini", si legge nel comunicato dell'Organizzazione mondiale per l'Infanzia. La stessa Unicef, afferma il comunicato, non riesce a verificare con esattezza le circostanze di quelle morti, mentre si fa più alto il numero dei piccoli rimasti feriti, messi in galera, spostati dalle loro città, torturati per avere partecipato a dimostrazioni anti governative.

"Chiediamo al governo siriano di svolgere una inchiesta minuziosa su queste informazioni, e di operare perchè gli autori di questi orribili crimini siano identificati e portati di fronte alla Giustizia", sottolinea l'Unicef.

Sabato scorso, ha fatto il giro del Pianeta il video - trasmesso via Facebook - di Hamzeh al Khatib, un bambino di 13 anni torturato e ucciso (probabilmente dalle forze di sicurezza) nella città di Deraa, nel sud della Siria, feudo della contestazione contro il regime.

Il governo ha dovuto promettere una inchiesta piena su quel delitto. L'opposizione comunque guarda con sospetto sia all'inchiesta, sia all'amnistia annunciata ieri da Assad, giudicandole "insufficienti" e "tardive".

Intanto l'organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw) qualifica di "crimini contro l'umanità" le repressioni contro i manifestanti in Siria. In un rapporto pubblicato oggi a Nicosia, intitolato "Non abbiamo mai visto tanto orrore", l'Hrw denuncia "uccisioni sistematiche e atti di tortura commessi dalle forze dell'ordine a Deraa" dal 18 marzo, giorno in cui i manifestanti hanno cominciato a scendere in piazza.

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