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Siria: vertice dissidenti a Istanbul, disobbedienza civile

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 luglio 2011 - 21:21
(Keystone-ATS)

La resistenza siriana continua a contare i suoi morti, alcune decine, dell'ultimo venerdì di sangue, all'interno del Paese. E tenta di organizzarsi fuori, a Istanbul, dove oltre 300 dissidenti in esilio discutono, dividendosi, sulla possibilità di un governo ombra, mentre qualcuno invoca la "disobbedienza civile", nel corso della 'Conferenza di salvezza nazionale', per mettere in scacco l'"usurpatore", Bashar al Assad.

Il documento finale conterrà un appello all'unità nazionale e all'unità dell'opposizione. Ma l'obiettivo non sembra a portata di mano, visto l'andamento agitato della riunione turca. L'analoga iniziativa a Damasco, intanto, prevista pure per oggi, è stata annullata: per un attacco della polizia, sferrato alla vigilia.

Il fronte antiregime si riunisce dunque oltre confine, (era già accaduto ad aprile e a giugno, mentre a Damasco una riunione simile si era tenuta il 27 giugno), in una grande sala congressi, a Istanbul. Dove però non mancano i litigi: i 'laici' deplorano che l'assemblea sia dominata dalle correnti integraliste, i curdi rivendicano che si tenga conto della loro identità etnica.

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