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Anche se la centrale atomica di Fukushima 1 dovesse cominciare a emettere grandi quantità di radiazioni, la Svizzera non sarebbe minacciata. Lo ha indicato oggi all'ATS, il portavoce della Centrale nazionale di allarme (CENAL), Christian Fuchs. Il Giappone è troppo lontano per costituire un reale pericolo.

Per il momento, gli apparecchi di misurazione non hanno registrato aumenti di radiazioni in Europa, ha aggiunto Fuchs. Inoltre, indicazioni precise sull'ampiezza delle emissioni fuoriuscite dalla centrale giapponese non sono ancora a disposizione.

Certa è invece l'esplosione che ha danneggiato un edificio contenente un reattore, ha precisato il portavoce. Le autorità giapponesi hanno pure confermato di aver lasciato fuoriuscire un po' di vapore radioattivo al fine di diminuire la pressione all'interno del reattore.

La CENAL sta per elaborare diversi modelli che simulano i percorsi eventuali che effettuerebbe una nuvola radioattiva. La situazione attuale dei venti fa dire agli esperti che la nube partirebbe in direzione del Pacifico.

La CENAL è l'organo della Confederazione incaricato di gestire catastrofi quali l'aumento di radioattività, gli incidenti chimici di grande portata o eventi naturali maggiori. Spetta inoltre alla Centrale nazionale di allarme prendere le misure immediate al fine di proteggere la popolazione contro le conseguenze di un aumento repentino della radioattività.

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SDA-ATS