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Sviluppo: Svizzera deve fare di più, dicono AI e Alliance Sud

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2010 - 15:05
(Keystone-ATS)

BERNA - Amnesty International (AI) e Alliance Sud hanno criticato oggi lo scarso impegno della Svizzera per raggiungere i cosiddetti "Obiettivi del millennio" (OM) in fatto di sviluppo. Quello che sta per concludersi è stato a loro avviso un "decennio perduto" a questo riguardo. Chiedono dunque un rapido aumento della cooperazione allo sviluppo allo 0,5% del reddito nazionale lordo e una politica estera coerente in favore dei paesi poveri.
In una conferenza stampa tenuta oggi a Berna, AI e Alliance Sud - la Comunità di lavoro per la politica di sviluppo di sei organizzazioni umanitarie (Swissaid, Sacrificio quaresimale, Pane per tutti, Helvetas, Caritas, Aces) - hanno voluto fare il punto sulla situazione prima del vertice dell'Onu in programma dal 20 al 22 settembre a New York.
Gli OM delle Nazioni Unite sono otto obiettivi che gli stati membri si sono impegnati nel settembre 2000 a raggiungere per l'anno 2015. In primo luogo figura quello di ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema e di quella che soffre la fame. Secondo AI e Alliance sud i risultati raggiunti sono però tutt'altro che rallegranti anche se ci sono stati progressi in fatto di scolarizzazione, sanità e accesso all'acqua potabile.
Secondo Peter Niggli, direttore di Alliance Sud, il "decennio perduto" per la Svizzera è imputabile in buona parte alla "svolta del 2003" per quanto riguarda la politica finanziaria della Confederazione, con l'elezione in governo di Hans-Rudolf Merz e Christoph Blocher. In seguito, il progetto di aumentare l'aiuto allo sviluppo allo 0,5% del reddito nazionale lordo è stato abbandonato.

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