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ZURIGO - Se si fosse saputo già nel 2007 dello scandalo, la società milanese Fastweb, oggi al centro di un'inchiesta per riciclaggio e frode fiscale, non sarebbe stata rilevata. Lo afferma il presidente della direzione di Swisscom Carsten Schloter.
"Se avessimo già conosciuto le dimensioni attuali della crisi avremmo sicuramente aspettato prima di compiere investimenti", afferma Schloter in un'intervista all'edizione in edicola domani della rivista economica "Bilanz". Con le nozioni di allora la decisione di acquistare Fastweb per 7 miliardi di franchi è però stata giusta.
Lo scandalo, nelle proporzioni attuali, non era prevedibile, sostiene il Ceo di Swisscom. Si sapeva soltanto che certi fornitori non avevano pagato l'Iva. Al momento dell'acquisto non vi erano sospetti concreti contro Fastweb, aggiunge Schloter. "Non si possono controllare migliaia di fornitori e clienti." Inoltre una perizia aveva confermato che la società milanese forniva vere prestazioni.
Schloter difende anche la decisione di separarsi dal presidente del consiglio d'amministrazione di Fastweb Silvio Scaglia dopo il suo arresto: fino ad oggi non ci sono prove contro di lui. "E gli affari in Italia funzionano molto attraverso contatti", aggiunge. "Per noi era molto importante non perdere la sua rete di contatti."

SDA-ATS