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Tolosa: killer si è gettato dalla finestra

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2012 - 15:10
(Keystone-ATS)

È morto lanciandosi da una finestra con le armi in pugno il killer della scuola ebraica. Dopo 32 ore di assedio, le teste di cuoio francesi hanno fatto irruzione nell'appartamento dove era asserragliato Mohammed Merah.

"Non abbiamo mai visto niente del genere. Ha sparato ovunque, è scappato facendo fuoco e ha continuato a sparare lanciandosi dalla finestra. Sembrava un film, un videogame", racconta un funzionario di polizia.

Didier Durand, segretario regionale del sindacato di comando della polizia "Synergie officiers", ancora non crede a quello che gli raccontano i colleghi delle teste di cuoio: "ha sparato con una mitraglietta - racconta - ma aveva altre armi con sé. È uscito dal bagno e ha fatto fuoco, ferendo due colleghi, uno fra la gamba e il piede e l'altro non so, l'hanno portato all'ospedale ma non era grave. C'è stato uno scambio intensissimo di fuoco. Era uno addestrato, ma d'altra parte era stato lui stesso a dire di aver trascorso due periodi, nel 2010 e nel 2011, nei campi in Afghanistan".

Durand spiega che quello che l'ha colpito di più è stato il momento in cui, sparando all'impazzata, Merah è riuscito "a farsi largo dal bagno fino al balcone del salone (al piano rialzato ndr), e a saltare giù, sempre continuando a sparare con la mitraglietta. Arrivato a terra, ha cominciato a correre, sempre facendo fuoco, ed è stato ucciso". Soltanto durante i primi rilievi, aggiunge, "abbiamo scoperto che aveva un giubbotto antiproiettile".

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