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TOKYO - Toyota Motor ritrova l'utile a tempo di record: dopo il 2008-09, 'annus horribilis' della prima perdita in 71 anni di storia, il leader mondiale dell'auto sorride nonostante gli oneri, al momento di 180 miliardi di yen (poco più di 2 miliardi di franchi), legati al richiamo di quasi 9 milioni di veicoli a livello globale per problemi alla sicurezza.
Quello che si presenta nella grande sala del quartier di Tokyo per illustrare i dati di bilancio, è un Akio Toyoda ottimista: "nel complesso la situazione della compagnia rimane turbolenta, ma il cielo in lontananza comincia a schiarirsi".
Gli utili netto e operativo nell'esercizio fiscale chiuso il 31 marzo scorso si sono attestati, rispettivamente a 209,46 miliardi di yen (2,56 miliardi di franchi) e 147,52 miliardi di yen (1,85 miliardi di franchi) contro le perdite di 436,94 miliardi e 461,01 miliardi di yen di 12 mesi fa. I ricavi netti sono scesi del 7,7%, a 18.950 miliardi di yen, su 7,24 milioni di veicoli venduti (-4%).
Gli effetti del taglio dei costi fissi e un ultimo trimestre in forte accelerata (utile a 112 miliardi di yen), grazie alle vendite sostenute da incentivi pubblici e da promozioni della stessa società, hanno permesso l'inversione gestionale con un anno di anticipo rispetto a quanto auspicato dallo stesso Toyoda nel 2009, che puntava a evitare, come obiettivo primario, tre anni di rosso consecutivi. Nell'esercizio in corso, invece, i profitti sono addirittura in crescita del 48% (a 310 miliardi di yen), su ricavi per 19.200 miliardi di yen (+1,3%) e vendite per 7,29 milioni di unità.
I difetti al pedale dell'acceleratore e/o al tappetino sottostante, uniti ai problemi al software in frenata delle auto ibride, ha messo a dura prova a inizio anno la reputazione della compagnia. La Nhtsa, l'agenzia americana sulla sicurezza nei trasporti, ha comminato la maxi-multa da 16,4 milioni di dollari e lunedì ha annunciato un'altra indagine sui richiami del 2005.

SDA-ATS