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SARAJEVO - Ratko Mladic, l'ex generale serbo bosniaco ricercato per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità dal Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi), è vivo. Lo ha dichiarato il procuratore capo del Tpi, Serge Brammertz, in un'intervista al quotidiano di Sarajevo Dnevni Avaz, concessa dopo la presentazione del suo ultimo rapporto semestrale al Consiglio di sicurezza dell'Onu.
La scorsa settimana la famiglia di Mladic ha presentato al Tribunale di Belgrado la domanda per la dichiarazione di morte del fuggitivo, ma "lui è vivo - ha detto il magistrato - e non c'é motivo di cambiare in un modo o nell'altro la nostra convinzione che ancora si nasconda qui da qualche parte, e che trova corrispondenza nei rapporti dei servizi operativi della Serbia che continuiamo a ricevere e che ancora lo cercano".
Brammertz ha negato che l'aver riconosciuto, nel rapporto, gli sforzi delle autorità serbe nella cooperazione col Tpi significhi dare il via all'avvicinamento del Paese verso all'Ue, aggiungendo che ancora sono necessarie pressioni su Belgrado per la consegna dei due fuggitivi Mladic e Goran Hadzic, ex leader politico dei serbi di Croazia.
Le donne di Srebrenica, sopravvissute al massacro di oltre 8.000 musulmani nel luglio del 1995 da parte delle truppe al comando di Mladic, hanno criticato le affermazioni di Brammertz, chiedendo che sia più esplicito sui protettori del fuggitivo che lo nascondono da 15 anni. Ogni volta che un procuratore del Tpi visita Belgrado, dicono le donne di Srebrenica, ci dicono che le autorità vorrebbero arrestare Mladic ma non sanno dove sia e alla fine tutto finisce con il giudizio positivo sulla cooperazione e un "le ricerche continuano".

SDA-ATS