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Truffa di quasi 2,5 milioni nell'importazione di frutta/verdura

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2010 - 13:01
(Keystone-ATS)

BERNA - Le sezioni antifrode delle dogane di Lugano, Sciaffusa, Ginevra e Basilea hanno posto fine ad una truffa milionaria riguardante l'importazione di frutta e verdura operata da 8 commercianti attivi in tutto il paese. Tra il 2006 e il 2008 sono stati elusi dazi doganali per quasi 2,5 milioni di franchi.
Nel 2006 - secondo un comunicato odierno dell'Amministrazione federale delle dogane - i controlli mirati svolti dagli ispettorati doganali ticinesi avevano hanno fatto emergere incongruenze tra quanto dichiarato e quanto presente sul mezzo di trasporto.
Le prime indagini, hanno evidenziato il sospetto di truffa organizzata da parte di 8 commercianti svizzeri attivi nel ramo dell'importazione di frutta e verdura e del loro fornitore italiano con sede commerciale a Milano.
Le Sezioni antifrode doganale sono quindi intervenute contemporaneamente presso gli importatori in tutto il territorio svizzero con varie perquisizioni che hanno permesso di sequestrare una copiosa documentazione cartacea e dati informatici. Numerose sono pure state le persone interrogate durante l'inchiesta.
Inoltre, nell'ambito dell'assistenza giudiziaria, inquirenti della Sezione antifrode di Lugano hanno assistito alla perquisizione della ditta italiana e agli interrogatori delle persone indagate, effettuati dai funzionari della Guardia di Finanza.
L'inchiesta ha potuto alla fine comprovare che vi è stato un preciso accordo tra le parti (mittente-importatore); l'accordo prevedeva che alcune merci venissero riportate in fattura con un'altra descrizione, altre invece non venivano riportate e per altre ancora il peso indicato era inferiore alla eraltà. Tutto ciò per aggirare il pagamento dei dazi elevati, che si applicano nei periodi di contingentamento di determinati prodotti ortofrutticoli.

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