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Protesta ancora la piazza oggi a Tunisi, poco prima dell'inizio del primo consiglio dei ministri del nuovo "governo di unità nazionale", previsto per le 13:00 un migliaio di persone si sono radunate davanti alla sede dell'ex partito al potere Rdc nel centro della città e la polizia ha sparato in aria per impedire ai manifestanti di scavalcare il muro di cinta. A Monastir, sulla costa a sud di Tunisi, la sede del partito di Ben Ali è stata incendiata durante una manifestazione promossa da avvocati che chiedevano il suo scioglimento.

Intanto alcune centinaia di persone radunatesi nella centrale avenue Bourghiba, a Tunisi, urlano il loro malcontento. Inneggiando al cambiamento, i manifestanti protestano ancora contro la partecipazione nell'esecutivo di ministri appartenenti al Rcd. Sebbene sia di questa mattina la notizia che si sono dimessi da questa formazione tutti i ministri che vi appartenevano.

La manifestazione sembra inoltre svolgersi in maniera pacifica, la polizia è presente ma monitora a distanza. Come del resto è accaduto anche ieri quando in più momenti della giornata gruppi di dimostranti hanno manifestato senza che intervenissero le forze dell'ordine.

In tema di sicurezza, infatti, il clima in città è decisamente cambiato negli ultimi due giorni: ieri un piccolo gruppo di persone (probabilmente fino a 10) hanno sfidato il coprifuoco - che era già stato alleggerito ed era cominciato alle 20 invece delle 18 - rimanendo in strada ben oltre l'ora consentita,continuando anche a scandire slogan con davanti gli agenti di polizia che si sono limitati ad osservare a distanza.

Solo il giorno prima il centro di Tunisi, per tutta la giornata, sembrava un campo di battaglia per via dei lacrimogeni sparati e i tiri in aria della polizia per disperdere i manifestanti. Solo il giorno prima il centro di Tunisi, per tutta la giornata, sembrava un campo di battaglia per via dei lacrimogeni sparati e i tiri in aria della polizia per disperdere i manifestanti.

Voci di scontri arrivano però dalla periferia di Tunisi: a Morouge tre persone sarebbero morte in scontri a fuoco e potrebbe trattarsi di due soldati e un bambino. Informazione che ad ora non sono però confermate.

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SDA-ATS