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BERNA - Nelle gestione del tracollo finanziario mondiale che ha condotto al salvataggio in extremis di UBS nell'ottobre del 2008, il Consiglio federale ha brillato per la sua assenza. Questo il giudizio severo contenuto nel rapporto delle commissioni di gestione del Parlamento sulla crisi finanziaria e la trasmissione dei dati di UBS alle autorità fiscali americane.
Sulla base di questo documento, il parlamento potrebbe decidere l'eventuale istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta.
Parzialmente responsabile di questa situazione è stato il consigliere federale Hans-Rudolf Merz, ministro delle finanze, il quale dal gennaio 2008 al settembre dello stesso anno ha praticamente gestito il dossier in proprio, informando compiutamente solo la collega di governo Doris Leuthard (in aprile) circa la gravità della situazione e le opzioni di intervento elaborate dal DFF insieme con la Banca nazionale svizzera e l'allora Commissione federale delle banche.
Merz, indica il rapporto, ha giustificato questo atteggiamento col timore di indiscrezioni che avrebbero potuto influenzare i corsi di borsa. Nonostante ciò, il rapporto rimprovera al resto del collegio di essersi accontentato di questo stato di cose e di non aver preteso maggiori informazioni. Insomma, il governo non ha assunto fino in fondo le proprie responsabilità.
Tuttavia, l'atteggiamento di sorpresa delle autorità elvetiche di fronte a questi eventi non costituisce un'eccezione. Altri Paesi hanno denotato stupore quanto alla velocità di propagazione e alle ripercussioni della crisi finanziaria globale.
Berna aveva già studiato, prima dell'inizio della crisi, vari scenari di intervento in caso di problemi finanziari importanti per un grande istituto bancario elvetico, ma gli esperti non si immaginavano una crisi finanziaria di questa ampiezza né erano disponibili piani operativi o decisioni di principio circa un intervento diretto della Confederazione per il salvataggio di un grande istituto.
Nonostante le pecche e le lacune messe a nudo dal rapporto, le commissioni di gestione del parlamento hanno giudicato positivamente i provvedimenti adottati dal Consiglio federale per salvare UBS (aumento dei mezzi propri della banca mediante emissione di 6 miliardi di obbligazioni convertibili e trasferimento degli attivi tossici dell'istituto in una società ad hoc - società veicolo - finanziata fino a 60 miliardi di franchi dalla BNS). Tali misure sono state prese nel momento opportuno, sono risultate efficaci, adattate alla situazione e finanziariamente sopportabili, indica il documento.

SDA-ATS