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Ucraina: quasi mille morti da cessate il fuoco settembre

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2014 - 12:22
(Keystone-ATS)

Quasi mille persone sono state uccise nell'est dell'Ucraina dall'inizo del cessate il fuoco, lo scorso 6 settembre, ed il totale delle vittime dallo scoppio del conflitto a metà aprile è salito ad "almeno 4317", cui si sommano 9921 feriti. Lo afferma l'Ufficio dell'Alto commissario Onu per i diritti umani.

Dall'inizio del cessate il fuoco tra ribelli filorussi e governo di Kiev - precisa una nota dell'Onu resa nota oggi a Ginevra - sono stati registrati 957 morti (838 uomini e 119 donne), un dato elevato anche se alcuni dei decessi potrebbero essere anteriori al cessate al fuoco.

"Il rispetto del cessate il fuoco è stato sporadico nella migliore delle ipotesi, con continui focolai di scontri e bombardamenti e una media di 13 persone uccise al giorno durante le prime otto settimane del cessate il fuoco", ha affermato l'Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ràad Al Hussein, commentando l'ultimo rapporto sulla situazione con i diritti umani in Ucraina della Missione di monitoraggio dell'Onu. In aumento anche il numero di sfollati interni in fuga, passato dai 275'489 dello scorso 18 settembre a 466'829.

Nell'Ucraina orientale - denuncia il rapporto - civili continuano ad essere uccisi, detenuti illegalmente, torturati e a scomparire e si osserva un "collasso totale della legge e dell'ordine" con l'emergenza di sistemi di governo paralleli nei territori sotto il controllo della 'Repubblica di Donetsk' e della 'Repubblica di Luhansk'.

La continua presenza di una grande quantità di armi sofisticate, così come i combattenti stranieri tra i quali militari della Federazione Russa, influenzano la situazione dei diritti umani, afferma il rapporto che riferisce di gravi violazioni da parte dei gruppi armati e dell'uso di munizioni a grappolo.

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