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L'effetto tsunami arriva sull'economia europea: in seguito al terremoto e all'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, la crescita del Pil Ue, già non particolarmente brillante, subirà quanto meno un taglio dello 0,2% quest'anno e dello 0,27% nel 2012.

Questa la prima stima formulata dagli esperti della Commissione europea e indicata come "la più probabile" da Bruxelles alla luce delle informazioni attualmente disponibili. Uno scenario che, per il Giappone, prevede una crescita zero per quest'anno con effetti che si trascineranno fino al 2020.

In una nota informativa riservata preparata dal commissario Ue per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, e di cui l'Ansa ha preso visione, viene formulata però anche un'ipotesi "peggiore" legata a una maggiore gravità dell'incidente nucleare a Fukushima (dove ancora non è chiara la dimensione del disastro).

In questo caso, il modello previsionale utilizzato dagli esperti Ue indica a fine 2011 il Giappone potrebbe registrare una flessione del Pil dell'1,6% e dell'1,4 nel 2012. Per l'Ue la riduzione del ritmo di crescita economica salirebbe allo 0,34% quest'anno e allo 0,47% l'anno prossimo.

Le previsioni aggiornate da Bruxelles il primo marzo scorso indicano per quest'anno una crescita del Pil di Eurolandia e dell'Ue pari rispettivamente all'1,6 e all'1,8%.

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SDA-ATS