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Usa: denuncia furto a polizia, arrestata per omonimia

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2011 - 21:55
(Keystone-ATS)

È stata un'amara sorpresa quella di Teresa Culpepper, omonima di una signora ricercata per aggressione. La Culpepper, infatti, ha chiamato la polizia per denunciare la scomparsa del proprio furgone davanti alla sua casa di Atlanta, invece si è trovata ammanettata per le colpe della sua omonima.

La donna è rimasta quasi due mesi nella prigione di Fulton County con l'accusa di aggressione aggravata. Con il reato però la donna non c'entrava nulla: la sua unica colpa è stata quella di chiamarsi Teresa, stesso nome della vera colpevole. Date di nascita diverse, indirizzi diversi, addirittura descrizioni fisiche diverse non sono stati indizi sufficienti per far capire agli agenti che avevano sbattuto in carcere la persona sbagliata.

Come riferiscono i media locali, l'incubo della donna, iniziato il 21 agosto scorso, è finito solo 53 giorni dopo, quando la vittima dell'aggressione è comparsa in tribunale per testimoniare in favore della Culpepper, affermando che la colpevole non era lei.

"Non sapevo più cosa fare per convincere gli investigatori che non sono ero stata io a commettere il reato", ha dichiarato alla stampa Teresa dopo esser tornata libera. "Quella donna mi ha salvato", ha aggiunto ancora riferendosi alla vittima che con la sua dichiarazione ha decretato la sua liberta".

Ora la polizia di Atlanta ha avviato un'indagine interna sul caso della 'Teresa sbagliata'. Ma l'avvocato della Culpepper, Ashleigh Merchant, non intende concedere sconti e fa sapere che sono già pronte le carte per avviare la causa contro le autorità".

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