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USA: Midterm, repubblicani avanti ma democratici in recupero

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2010 - 17:09
(Keystone-ATS)

WASHINGTON - I repubblicani restano in vantaggio, ma i democratici sono in netto recupero. A quattro settimane esatte dal voto di medio termine, quando la campagna elettorale comincia a entrare nel vivo, un sondaggio commissionato dal Washington Post-Abc rivela che nell'ultimo mese s'è dimezzata la distanza tra i due partiti in lizza.
Un mese fa, il Grand Old Party si attestava al 53% delle preferenze degli elettori, e il partito di Obama era fermo al 40%. Oggi siamo invece 49% a 43%. Inoltre, ora il 31% degli americani è convinta che l'economia stia migliorando. È ancora una netta minoranza, ma è il 7% in più rispetto al mese scorso e la percentuale più alta da quando è scoppiata la crisi. È calata anche la popolarità del Tea Party. Un mese fa alla domanda se voterebbe un loro candidato, il 30% rispondeva di sì, oggi siamo al 18%.
Tuttavia, i repubblicani continuano a essere favoriti da un sentimento popolare di insoddisfazione su come stanno andando le cose. Il 68% degli americani esprime rabbia per la politica di Washington. In questo clima di frustrazione, gli avversari del Presidente appaiono infatti molto più motivati dei suoi sostenitori. Il sondaggio indica che tre quarti dei repubblicani ritengono che questo voto sia il più importante appuntamento elettorale della loro vita. Molto più disincantati i democratici: solo una metà di loro definisce "una brutta cosa", l'eventuale sconfitta del loro partito.
A tener banco sono le difficili condizioni in cui versa l'economia americana, la situazione dei conti pubblici e l'emergenza disoccupazione. Le misure economiche anti-crisi adottate da questa amministrazione restano al centro delle critiche di tantissimi elettori americani: nove repubblicani su dieci e i tre quarti degli elettori indipendenti ritengono che il denaro speso dal governo per rilanciare l'economia sia stato sciupato. E solo quattro democratici su dieci appoggiano le scelte di Barack Obama.
Anche la riforma sanitaria, fortemente voluta dalla Casa Bianca, non gode di tanta popolarità: solo il 47% approva le nuove regole, il 48% è contrario. Tra gli indipendenti, il 53% boccia la riforma.

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