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USA: morta Jean Liedloff, teoria 'contatto continuo' madre-figlio

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2011 - 17:58
(Keystone-ATS)

L'antropologa e psicologa statunitense Jean Liedloff, teorica del recupero del "contatto continuo" tra madre e figlio come base del benessere individuale e sociale, è morta a San Francisco, in California, all'età di 85 anni.

Nata a New York nel 1926, Liedloff iniziò la carriera accademica alla Cornell University come professore di antropologia e in questa veste prese parte dalla seconda metà degli anni Cinquanta a cinque spedizioni tra gli Yequana, indigeni della foresta amazzonica del Venezuela rimasti al livello culturale dell'età della pietra.

In seguito, in base alle ricerche condotte su quelle popolazioni, l'antropologa mise a punto la sua originale rilettura critica del rapporto tra cultura occidentale e natura con la sua opera "The Continuum concept", tradotta in diciotto lingue. In italiano il suo libro è stato pubblicato con il titolo "Il concetto del continuum. Ritrovare il ben-essere perduto" dalle edizioni La Meridiana.

Vivendo per un certo periodo nell'ambiente degli Yequana, Jean Liedloff si rese conto di varie particolarità che rendevano gli indios di quei luoghi profondamente diversi da lei e dagli altri individui di razza bianca: essi erano dotati di una inalterabile gioia di vivere.

Infatti, gli Yequana erano sempre allegri e pronti a divertirsi persino in situazioni che ai bianchi avrebbero causato fatica e cattivo umore, come, ad esempio, il trasporto di pesantissimi tronchi d'albero fino in cima a una collina. Nel corso delle sue ricerche, la Liedloff scoprì che la gioia di quel popolo derivava dal modo in cui le donne facevano crescere i loro bambini: un modo del tutto naturale e istintivo. Quella gente aveva conservato l'antica saggezza nel corrispondere alle aspettative istintive dei loro bimbi.

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