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Usa: polizia NY nella bufera, agenti fermati per contrabbando

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 ottobre 2011 - 21:46
(Keystone-ATS)

Nuovo scandalo per la polizia di New York, ancora una volta nell'occhio del ciclone per reati commessi dai suoi uomini. Dodici persone, delle quali cinque agenti in servizio e tre in pensione, sono state infatti arrestate con l'accusa di contrabbando. Il bottino, tra cui armi da fuoco, sigarette e slot machine, per un valore di oltre un milione di dollari, doveva essere trasportato attraverso il confine dal New Jersey a New York.

Le armi da fuoco, tra cui tre fucili automatici, un fucile da caccia, e sedici pistole - sulla maggior parte delle quali avevano cancellato o alterato i numeri di serie - erano state caricate su mini-van affittati. Secondo quanto riportato dai media americani, i poliziotti che hanno accettato di trasportare la merce di contrabbando, avrebbero ricevuto un compenso di 5000 dollari ciascuno per l'operazione, una cifra che pare sproporzionata in rapporto al rischio assunto.

"La maggior parte degli agenti svolge un'opera eccellente per proteggere la città", ha commentato il capo della polizia, Raymond Kelly, sottolineando che tuttavia un caso come questo è avvilente per l'intera categoria. Duro colpo anche per il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, che da anni si sta battendo contro le armi illegali.

Una delle iniziative più importanti della sua amministrazione è proprio quella di eliminare le pistole dalla strade di New York. "Se le accuse verranno confermate sarebbe un tradimento vergognoso e deplorevole della fiducia riposta dai cittadini nella polizia", ha dichiarato Bloomberg. L'indagine sotto copertura che ha incastrato gli agenti è iniziata nel 2009, quando gli uomini dell'Fbi hanno ricevuto una soffiata sull'attività di contrabbando.

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