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Sabato prossimo avranno luogo in Vaticano le celebrazioni per i 505 anni di fondazione delle Guardie svizzere. Fu infatti il 22 gennaio del 1506 che arrivò a Roma un contingente di 150 uomini giunti da Lucerna che costituì la Guardia pontificia, oggi l'esercito più antico e più piccolo del mondo.

Alle 18.00 di sabato si celebrerà una messa nella Chiesa di Santa Maria in Campo Santo, presieduta da monsignor Fernando Filoni, sostituto per gli affari generali della segreteria di Stato. Alle 19.30 si svolgerà la marcia su Piazza San Pietro per ricordare l'ingresso a Roma. Un distaccamento della Guardia Svizzera composto dalla bandiera, la banda e gli alabardieri in divisa attraverserà la piazza uscendo dall'arco delle Campane per raggiungere il cortile d'onore della Caserma. Quindi avrà luogo un atto militare nel quartiere svizzero, dove il comandante Daniel Anrig pronuncerà un discorso ai militi e agli invitati.

Il corpo riveste ancora importanti funzioni di vigilanza all'interno del territorio della Città del Vaticano. In particolare controlla gli ingressi d'accesso al piccolo Stato e sorveglia il palazzo apostolico. È anche compito delle Guardie svizzere garantire la protezione ravvicinata del Papa.

Il corpo è composto da 110 svizzeri, maschi, di religione cattolica e con una formazione professionale attestata con diploma. Aver frequentato la scuola reclute nell'esercito svizzero fa parte delle condizioni d'ammissione, così come un buon stato di salute e una reputazione ineccepibile. Chi diventa alabardiere deve avere meno di trent'anni ed essere celibe. Le guardie abitano tutte in Vaticano, il servizio dura 25 mesi.

Oltre cinque secoli or sono Papa Giulio II chiedeva agli Stati "Confederatis superioris allemanniae" di consentire il reclutamento di giovani svizzeri per costruire una guardia del copro pontificia. La Guardia svizzera pontificia si costituisce il 22 gennaio del 1506, con l'arrivo a Roma di un contingente di 150 uomini giunto a piedi da Lucerna lungo la via Francigena.

Una ventina di anni dopo, il 6 maggio del 1527, il piccolo esercito per difendere Papa Clemente VII si scontrò con l'esercito di Carlo di Borbone composto da 12'000 uomini, in maggioranza Lanzichenecchi, che entrarono in Roma saccheggiandola e distruggendola. Nel famoso episodio del "Sacco di Roma", 147 guardie, compreso il comandante Kaspar Roeist, resistettero per ore per permettere al Papa e ai cardinali di raggiungere, attraverso il celebre "passetto" di Borgo, Castel Sant'Angelo dove si misero in salvo.

A testimonianza dell'evento, le nuove guardie prestano giuramento di fedeltà al Pontefice il 6 maggio di ogni anno. "Acriter et fideliter", onore e fedeltà, è il motto della Guardia svizzera pontifica.

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SDA-ATS