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Vicenda Gheddafi: Hannibal dice no a risarcimento

TRIPOLI - Hannibal Gheddafi respinge il risarcimento finanziario offertogli dalla autorità del canton Ginevra dopo la pubblicazione delle foto segnaletiche scattate al momento del suo arresto. "Non voglio compensazioni finanziarie - ha detto il figlio del leader libico all'agenzia afp - perché ciò non farebbe giustizia".
Hannibal chiede invece che venga istituito un tribunale arbitrale internazionale, "che proverà la mia innocenza". "Abbiamo le prove. Le accuse sono state costruite ad arte e lo dimostreremo, al momento opportuno, al mondo intero".
"Non ho paura di nulla e ho fiducia che la mia causa sia giusta. Per questo motivo chiedo un arbitrato internazionale, che la Svizzera teme, perché ciò provocherebbe un grande scandalo".
Gheddafi e la moglie erano stati arrestati nel luglio del 2008 in un lussuoso albergo di Ginevra, perché accusati di maltrattamento nei confronti di due domestici.
Proprio l'arresto del figlio di Muammar Gheddafi ha innescato la grave crisi diplomatica tra Berna e Tripoli, che ancora non è stata risolta. Nelle prigioni libiche è infatti sempre incarcerato uno svizzero, l'imprenditore Max Göldi, condannato a quattro mesi di carcere per "violazione della legge sul soggiorno e l'immigrazione".

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