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Yemen: Al Qaida prende controllo città del sud

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2011 - 13:29
(Keystone-ATS)

Al Qaida rafforza il suo controllo sul territorio nel sud dello Yemen, occupando con le armi, dopo un paio di giorni di sanguinosi combattimento con almeno 18 morti, la cittadina di Zinjibar, nella travagliata provincia meridionale di Abyan.

Per il presidente, Ali Abdullah Saleh, contestato dalle piazze, si riapre con violenza il fronte meridionale subito dopo che era riuscito a raggiungere una tregua con i capi tribali che a Sanaa si erano uniti all'opposizione.

"Circa 300 combattenti islamici e uomini di Al Qaida sono entrati a Zinjibar venerdì e alla fine sono riusciti a prendere il controllo di tutto", ha detto un residente. Tutti i centri amministrativi di Zinjibar, dicono i testimoni, sono caduti nelle mani degli insorti. Sul terreno sono rimasti 18 morti, secondo un bilancio tracciato da fonti locali dopo la scoperta dei cadaveri di sei soldati. Secondo queste fonti, in città è rimasta solo una "brigata meccanizzata" dell'esercito, che è "completamente circondata".

"Gli uomini armati - dice un abitante di Zinjibar - hanno catturato alcuni soldati che si erano arresi e ci hanno impedito di seppellire i militari morti. I loro corpi sono dunque rimasti a giacere al sole". "Ieri mattina - dice la fonte - gli uomini armati hanno intimato con gli altoparlanti agli abitanti di uscire dalle case e di riaprire i loro esercizi. Ma in pochi lo hanno fatto, per paura".

E l'opposizione yemenita è tornata ad accusare Saleh di usare lo spauracchio di Al Qaida per giustificare la repressione delle proteste di piazza, e di aver deliberatamente "ceduto la città a gruppi armati" per questo fine, dopo averli "formati e armati", come afferma in un comunicato Forum Comune, il gruppo parlamentare che riunisce l'opposizione.

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