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Yemen: paese galleggia nel caos, Saleh operato a Riad

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 giugno 2011 - 21:03
(Keystone-ATS)

Galleggia nella più totale incertezza sul suo futuro politico lo Yemen, una parte del quale ha oggi festeggiato a Sanaa e a Taez "la caduta del regime", segnata dal ricovero nella vicina Arabia Saudita del contestato presidente Ali Abdallah Saleh, ferito venerdì e operato con successo al costato, mentre non è chiaro chi gestisca il potere in queste ore. Per la costituzione l'interim dovrebbe andare al vice presidente, ma il primogenito del rais, Ahmad, già capo della Guardia repubblicana sembra essere l'uomo forte del Paese.

"L'intervento chirurgico ha avuto successo ed il presidente Saleh tornerà a Sanaa al termine di due settimane di convalescenza", hanno fatto sapere fonti dell'ospedale militare di Riad dove il rais è stato operato oggi. Ma dall'opposizione parlamentare avvertono: "Il ricovero di Saleh in Arabia Saudita segna per noi la fine del regime tirannico e corrotto. Faremo tutto il possibile per impedire il suo ritorno". A seguito del bombardamento della moschea del palazzo presidenziale venerdì scorso - dal governo attribuito alle milizie alleate dell'opposizione, circostanza smentita con forza da queste ultime - Saleh era rimasto ferito in modo "non preoccupante" alla testa e al petto.

Dopo la notte segnata da nuovi scontri tra forze lealiste e milizie tribali fedeli allo shaykh Sadeq al Ahmar, alleato delle opposizioni, Sanaa ha vissuto oggi una giornata di relativa calma, durante la quale sono morti per un'esplosione accidentale tre soldati dissidenti. Il cessate il fuoco mediato ieri dall'Arabia Saudita era durato solo poche ore.

Orfano della guida del presidente, il governo yemenita ha chiesto così alla federazione tribale degli Hashed, guidata dallo shaykh al Ahmar, di siglare una tregua. L'opposizione avrebbe accettato e il vice presidente Abed Rabbo Mansur Hadi, che ha di fatto assunto ad interim i poteri di capo di Stato, avrebbe offerto ai miliziani di ritirare le sue truppe dal quartiere settentrionale di Hasaba, roccaforte di al Ahmar e teatro da oltre dieci scontri di violenti combattimenti. Il vicepresidente, che ha ricevuto oggi l'ambasciatore degli Stati Uniti a Sanaa, Gerald Feierstein, non si sarebbe però insediato nel palazzo presidenziale, occupato secondo fonti ben informate citate dalla France Presse dal primogenito di Saleh, Ahmed, 41 anni. Dall'opposizione mettono però in guardia: "Siamo disposti a cooperare totalmente con Mansur Hadi. La difficoltà è sapere se i figli e i nipoti di Saleh sono disposti a rimettere il potere nelle mani del vice presidente", ha detto Muhammad Qahtan portavoce degli oppositori in parlamento.

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