Mezzo secolo a sostegno dei più piccoli
La sezione svizzera del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF) festeggia i 50 anni di esistenza. Tra i suoi programmi principali vi è la lotta alle mutilazioni genitali in Africa.
Nell’anno della sua creazione, nel 1959, l’associazione era semplicemente una piccola istituzione caritativa che raccoglieva fondi per ridurre la mortalità infantile vendendo cartoline.
Mezzo secolo più tardi, UNICEF Svizzera è diventata «uno dei 36 comitati nazionali dell’UNICEF più attivi», ha indicato l’associazione durante una conferenza stampa a Zurigo.
Dal 1989, il Fondo per l’infanzia dell’ONU e le sue sezioni nazionali hanno il mandato di impegnarsi in favore dell’applicazione e del rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino, ratificata dalla Svizzera nel 1997.
Nel 2009, rileva l’associazione, sono stati registrati «successi importanti», in particolare nella lotta alle mutilazioni genitali in Africa.
In futuro, UNICEF Svizzera (budget annuo: circa 30 milioni di franchi) orienterà le sue azioni in funzione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, i quali si prefiggono di assicurare una formazione primaria a tutti i bambini, combattere la povertà estrema, promuovere la parità dei sessi, ridurre la mortalità infantile e lottare contro le malattie più gravi.
In 50 anni, l’associazione elvetica ha sostenuto programmi e progetti in un’ottantina di paesi, raccogliendo donazioni per un totale di circa 778 milioni di franchi.
swissinfo.ch e agenzie
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