Le città del tempo iscritte nell’Unesco
La Chaux-de-Fonds e Le Locle hanno ricevuto venerdì il loro certificato ufficiale di iscrizione nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Ospite d'onore della manifestazione era il neo-ministro federale Didier Burkhalter.
Le due città sono considerate un esempio di simbiosi tra l’urbanesimo e l’industria orologiera e dal mese di giugno 2009 fanno parte – con altri nove siti svizzeri – del patrimonio dell’Unesco.
Il ministro dell’interno neocastellano Didier Burkhalter, nella sua prima uscita fuori le mura di Palazzo federale, si è chiesto se Le Locle e La Chaux-de-Fonds possono competere con le maggiormente famose Firenze e Venezia? La sua risposta è stata lapidaria: «Certamente».
Per Burkhalter esse sono testimoni di una storia che le rende affascinati ed eccezionali. Sono le «città del tempo» e capire la loro bellezza significa «cogliere il vero significato del termine patrimonio, che fa appello alla nostra memoria, alla nostra identità».
Dopo l’iscrizione del trenino rosso del Bernina, dell’arena tettonica glaronese e delle città orologiere di La Chaux-de-Fonds e Le Locle, la Svizzera annovera ora dieci siti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.
swissinfo.ch e agenzie
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