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Amianto: rinviati a giudizio i due imputati

L'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis De Cartier sono stati rinviati a giudizio nell'udienza preliminare sulla tragedia delle vittime dell'amianto usato negli stabilimenti italiani della Eternit. Il processo si aprirà a Torino il 10 dicembre.

I due imputati sono accusati di disastro doloso e omissione volontaria di cautele contro le malattie professionali. Reati che avrebbero complessivamente causato la malattia, e in molti casi la morte, di 2’889 persone. Secondo l’atto d’accusa del pubblico ministero Raffaele Guariniello, Schmidheiny e De Cartier erano a conoscenza della pericolosità dell’amianto, ma non avrebbero preso nessuna misura di prevenzione.

L’udienza preliminare, nata da un’inchiesta della procura di Torino, riguarda i casi di esposizione all’amianto lavorato in quattro stabilimenti Eternit SA Italia: Casale Monferrato, Cavagnolo (Piemonte), Ruviera (Emilia) e Bagnoli (Campania). Il processo, che potrebbe protrarsi per diversi anni, è il più grande mai celebrato per questioni legate all’amianto, sia per il numero di casi trattati che per il ruolo dei dirigenti coinvolti. Tra persone fisiche, enti pubblici e associazioni, complessivamente le parti civili sono 765.

«Oggi è stata scritta una pagina importante della tormentata storia dell’amianto in Italia e nel mondo», ha commentato il pubblico ministero Raffaele Guariniello al termine dell’udienza. «Il giudice ha ritenuto fondata l’impostazione del nostro lavoro, tanto che ha respinto tutte le questioni sollevate dalla difesa».

Una dichiarazione contestata tuttavia da uno degli avvocati di Eternit Italia, Guido Carlo Alleva: «Rispetto il procuratore Guariniello e le sue opinioni, ma un processo è un processo e non va caricato di significati extra giuridici o meta giuridici».

«È sbagliato cercare di fare un processo alla storia attraverso un processo a degli uomini: i processi alla storia non si fanno nelle aule di giustizia», ha aggiunto Astolfo Di Amato, altro difensore dell’industriale svizzero. «Schmidheiny deve essere giudicato per quello che ha fatto o che non ha fatto, non per le sue eventuali responsabilità sociali».

swissinfo.ch e agenzie

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