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Bosniaci in Svizzera per imparare il mestiere di doganiere

Nella foto una fase del programma d'istruzione Keystone

Da circa una settimana 24 funzionari bosniaci seguono corsi di formazione in Svizzera per diventare istruttori dello «State Border Service», la nuova polizia di frontiera bosniaca. Tali corsi, del costo di 500 mila franchi, sono stati decisi quale contributo al rafforzamento delle istituzioni statali della Bosnia Erzegovina.

Obiettivo del progetto è di mettere a disposizione della nuova polizia di frontiera 24 istruttori diplomati in grado di garantire la formazione professionale ed il perfezionamento delle guardie di frontiera bosniache, che a medio termine dovrebbe contare 3500 agenti, ha indicato martedì la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) in una nota.

Il corso pratico, che si protrae fino al 29 aprile, completa una prima parte didattica di impronta teorica che si è svolta nello scorso mese di novembre. Esso comprende in particolare delle esercitazioni in collaborazione con la polizia dell’aeroporto di Zurigo e con le guardie svizzere di frontiera di Basilea.

«Cerchiamo di trasmettere loro le nostre conoscenze didattiche e metodologiche», ha dichiarato oggi in una conferenza stampa Markus Hubeli, del Corpo svizzero delle guardie di frontiera. I partecipanti si mostrano «molto motivati».

La creazione di una polizia di frontiera è un’esperienza nuova per la Bosnia Erzegovina, visto che è soltanto dal 1995, dopo gli accordi di Dayton, che il paese è diventato uno Stato sovrano con frontiere nazionali proprie.

Per far fronte ad un vuoto istituzionale e contribuire a mantenere la pace, l’Alto Commissario dell’ONU ha adottato nel gennaio del 2000 una legge che regola la formazione e il funzionamento di una polizia di frontiera, lo «State Border Service» appunto. Questa autorità è una delle poche organizzate a livello nazionale, considerato che essa comprende poliziotti bosniaci, croati e serbi agli ordini di un unico comando centrale.

swissinfo e agenzie

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