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Democrazia diretta in Svizzera

Confermato per altri cinque anni l’aiuto alle regioni periferiche

Rinunciando all'obbligo della creazione di posti per apprendisti, il nazionale si è allineato con gli Stati, approvando la proroga del" decreto Bonny" Keystone

Fino nel 2006, la confederazione continuerà a sostenere la creazione di nuove imprese nelle zone di rilancio economico. Giovedì, il Consiglio nazionale, rinunciando all'obbligo dei posti d'apprendistato, ha infatti eliminato l'ultima divergenza con gli Stati ed ha licenziato la proroga per cinque anni del cosiddetto "decreto Bonny".

Allineandosi ai senatori, i deputati del Nazionale hanno rinunciato all’idea di concedere un aiuto federale soltanto alle imprese che, a medio termine, mettono a disposizione posti d’apprendistato. Per la stragrande maggioranza dello schieramento borghese, una disposizione del genere non ha nulla a che vedere con le zone di rilancio economico.

Gli altri deputati hanno dal canto loro rinunciato a difendere questa divergenza, visto che la legislazione in vigore scadrà alla metà dell’anno. Prolungare la spola tra i due rami del parlamento – ha spiegato il socialista di Neuchâtel Didier Berberat a nome della commissione – significa correre il rischio di creare un vuoto giuridico nell’applicazione della legge.

La legge sulle zone di rilancio economico, prorogata di cinque anni, subentra al cosiddetto «decreto Bonny», adottato negli anni settanta, la cui versione attuale comporta alcune modifiche. Oggi in Svizzera sussistono 34 zone di rilancio economico.

Dall’introduzione del decreto Bonny, nel 1978, sono stati sostenuti più di 700 progetti, con un costo diretto per la Confederazione di oltre 80 milioni di franchi. In 20 anni, sono stati creati oltre 17’000 posti di lavoro.

swissinfo e agenzie

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