Continua il silenzio di Borodin
L'ex tesoriere del Cremlino Pavel Borodin è rimasto muto una volta ancora mercoledì al Palazzo di Giustizia di Ginevra, convocato dal giudice istruttore Daniel Devaud con l'accusa di riciclaggio.
Più loquaci si sarebbero invece mostrate le altre tre persone interrogate con lui: due banchieri e un avvocato. Borodin, attuale segretario dell’Unione russo-bielorussa, è sospettato di aver riciclato in Svizzera circa 30 milioni di dollari, frutto di tangenti che avrebbe ricevuto dalle imprese ticinesi Mabetex e Mercata per i lavori di ristrutturazione del Cremlino.
La magistratura russa ha archiviato il dossier lo scorso dicembre ma la Procura ginevrina ritiene di poter procedere ugualmente per riciclaggio sulla base dei documenti in suo possesso, anche se in Russia la corruzione che starebbe a monte di questo reato non viene perseguita.
Nella seduta odierna, il giudice Devaud ha posto a Borodin una sola domanda, secondo Robert Assaël, uno degli avvocati del russo. Martedì, secondo lo stesso legale, le domande erano state tre, tutte senza risposta: Borodin si attenuto alla sua strategia del silenzio, sostenendo di essere già stato interrogato e riabilitato in Russia e di non aver quindi nulla da aggiungere alla magistratura ginevrina.
“Perché obbligarlo a venire a Ginevra un giorno e mezzo per questo?”, è la domanda retorica di Assaël. Borodin, incarcerato per qualche giorno nella città di Calvino all’inizio di aprile e fatto scarcerare dalla Camera d’accusa contro una cauzione di cinque milioni di franchi, potrebbe comunque essere di nuovo convocato a fine agosto.
Secondo un altro avvocato che ha partecipato alle udienze, le domande del giudice agli interrogati hanno riguardato essenzialmente i conti bancari che avrebbero accolto i fondi oggetto del procedimento. Il giudice avrebbe sottoposto agli accusati una serie di documenti bancari per chiedere poi come li interpretassero.
Uscito dal Palazzo di Giustizia, Borodin si è diretto senza rilasciare dichiarazioni verso un’automobile del consolato di Russia, dove doveva recuperare i suoi effetti personali prima di prendere l’aereo per Mosca.
swissinfo e agenzie
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