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Filippine: liberato l’ostaggio italiano del CICR

Il delegato del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Eugenio Vagni, 62 anni, è stato liberato domenica mattina. Vagni era stato rapito lo scorso 15 gennaio da ribelli islamici assieme a uno svizzero e a una filippina.

La liberazione di Vagni è stata annunciata dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, secondo il quale l’operazione si è svolta in modo «pacifico».

Gli enormi sforzi delle autorità, nazionali e locali, delle forze armate filippine e della polizia nazionale hanno ampiamente contribuito a risolvere questa lunga crisi, scrive in una nota il CICR, che rimane tuttavia inquieto per la sorte di altri ostaggi in mano ai ribelli.

Il collaboratore italiano del CICR si trova al momento in una base militare dell’isola di Jolo, nel sud delle Filippine. «È ancora molto debole», ha riferito il responsabile locale del CICR Richard Gordon, aggiungendo che non è stato versato alcun riscatto.

«Hanno minacciato di decapitarmi» ha raccontato Vagni, ammettendo al contempo di essere stato trattato bene e di essere stato curato quando è stato colpito dal colera.

Stando ad alcuni siti internet, la rimessa in libertà del delegato italiano è stata ottenuta in cambio della liberazione di due donne e di alcuni bambini di un capo del gruppo di Abu Sayyaf, ritenuto responsabile del rapimento.

Vagni era nelle meni della guerriglia islamica da sei mesi. Era stato rapito il 15 gennaio assieme a due colleghi, la filippina Mary Jean Lacaba e lo svizzero Andreas Notter , liberati rispettivamente il 2 e il 18 aprile.

swissinfo.ch e agenzie

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