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“Guardo solo le belle partite!”

Stéphanie Cornu-Santos (in compagnia del figlio e del marito) è immersa nel mondo del calcio da quando aveva... pochi giorni

Responsabile aziendale, figlia del presidente del FC Yverdon e sposata ad un ex giocatore professionista brasiliano, Stéphanie Cornu-Santos ha il calcio nel sangue. Uno sguardo femminile e da esperta sull'Euro. Nostra intervista.

Specialista di marketing e di comunicazione, Stéphanie Cornu-Santos ha creato la sua società Sina/ï alla fine degli anni ’90. L’azienda si occupa in particolare della comunicazione e del marketing dell’Yverdon Sport, club presieduto da suo padre. Da più di 35 anni, Stéphanie Cornu-Santos è immersa nel mondo del calcio, un mondo che conosce alla perfezione.

swissinfo: Come sta vivendo questi Europei di calcio?

Stéphanie Cornu-Santos: Li sto seguendo da casa, davanti al piccolo schermo. Sfortunatamente non sono riuscita ad avere dei biglietti per assistere a degli incontri dal vivo. Attenzione però, non guardo tutte le partite. Scelgo gli incontri in funzione delle squadre e rimango davanti al televisore solo se il match è interessante. Finora mi sono piaciute soprattutto il Portogallo e l’Olanda, che hanno messo in mostra un calcio attraente.

Non sono una vera ‘fan’: non indosso nessuna maglietta, non ho bandiere e non mi trucco coi colori di una squadra. Non è il mio carattere. Mi piacciono le belle azioni, le belle reti. Non pretendo però di conoscere meglio il calcio rispetto ad altri.

swissinfo: Sì, però vive in un ambiente calcistico da quanto era bambina…

S. C.-S.: È vero. Mi hanno detto che ho assistito alla mia prima partita quando avevo 10 giorni. Mio padre e i miei fratelli hanno sempre parlato di calcio a casa. Ho sposato un calciatore e lavoro in questo settore. In un certo senso si può dire che sono vaccinata. Probabilmente è per questa ragione che mi sento a mio agio in questo ambiente reputato macho… una convinzione che però non condivido.

In generale, riesco ad appassionarmi per quello che capisco. E visto che penso di capire quanto succede su un campo di calcio…

In Svizzera, il calcio è lo sport numero uno e in un modo o nell’altro tocca tutti quanti. A livello professionistico ci troviamo però in una situazione abbastanza drammatica, poiché senza mecenati molti club dovrebbero chiudere i battenti. Nella maggior parte dei paesi del mondo, i diritti televisivi costituiscono il 50-60% delle entrate di un club. In Svizzera questo tasso è appena del 10%.

swissinfo: Qual è il suo più bel ricordo legato al calcio?

S.C.-S.: Senza dubbio la promozione dell’Yverdon in serie A qualche anno fa. All’epoca mio marito era assistente dell’allenatore Radu Nunweiler. Abbiamo seguito tutta la stagione molto da vicino fino alla vittoria finale. È stato molto emozionante.

swissinfo: Cosa pensa del cammino della Svizzera in questi Europei?

S.C.-S.: A dire il vero non mi aspettavo nulla di meglio. Fin dalla preparazione si è visto che qualcosa in questa squadra non quadrava. Spesso, la sconfitta è la conseguenza di problemi nel gruppo. Non ho mai avuto l’impressione che la Svizzera potesse qualificarsi per i quarti di finale.

Ci sono state troppe decisioni prese all’ultimo momento e per un giocatore è sempre difficile “rientrare” in squadra in poco tempo. Ci sarebbe voluta un’altra dinamica… ma si è sempre più intelligenti dopo.

swissinfo: E per quanto concerne l’organizzazione?

S.C.-S.: Durante la Coppa del mondo 2006 ero in Germania e trovo che i tedeschi hanno fatto tutto in modo più spontaneo. In Svizzera siamo un po’ più quadrati e a volte manchiamo di immaginazione. Molte città, ad esempio Yverdon, hanno completamente mancato l’appuntamento e non hanno fatto nulla per dare una dimensione particolare a questo avvenimento. Non posso quindi dire di sentire una vera febbre del calcio nel mio quartiere o nella mia città, pur abitando nel paese che ospita la competizione.

Per quanto concerne il marketing e l’organizzazione non vi è nulla da eccepire. Le partite sono splendide e a Basilea, Zurigo, Ginevra e Berna l’ambiente è molto bello. Inoltre, gli stadi sono molto colorati e vi è un’atmosfera di festa. L’eliminazione della Svizzera non toglie nulla al fatto che l’Euro sia stato un successo per il paese. Per la Svizzera si tratta di una pubblicità assolutamente eccezionale e unica. Prendiamo l’esempio di Neuchâtel, dove ha soggiornato la squadra portoghese. Questa città avrà ricadute in termini di risonanza mediatica, pubblicitaria e turistica durante numerosi anni.

swissinfo, intervista di Mathias Froidevaux
(traduzione di Daniele Mariani)

Sposata all’ex calciatore brasiliano Junior Dos Santos, Stéphanie Cornu-Santos è la figlia del presidente dell’FC Yverdon Jean-Claude Cornu.

Nata il 28 ottobre 1971, è alla testa della società di marketing e comunicazione Sara/ï, che si occupa, tra l’altro, del centro termale di Yverdon e del club di calcio della città.

All’inizio degli anni 2000, ha anche curato gli interessi del giocatore brasiliano Rivaldo.

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