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La capitale vuole le olimpiadi invernali del 2010 o del 2014

Keystone

Dopo la bocciatura da parte dell'Associazione olimpica svizzera, la candidatura Berna-Montreux per le olimpiadi del 2010 è stata sottoposta a un opportuno lifting e si ripresenta con sede principale nella capitale. Per essere promossa dovrà superare la concorrenza nazionale con Davos.

Per avere un’immagine vincente, niente di meglio del nome e della reputazione della capitale. È con queste caratteristiche che si presenta il comitato di candidatura Berna-Montreux 2010. La cittadina vodese rimane coinvolta soprattutto per la campagna a livello svizzero, ma quando la competizione sarà mondiale, il progetto si presenterà come Berna 2010.

Dopo il giudizio negativo, pronunciato in dicembre dall’Associazione olimpica svizzera per l’eccessiva dispersione geografica delle sedi e dei luoghi di gara, si è scelto di concentrare nella capitale il villaggio olimpico (a Brünnen), il centro-stampa (alla BEA), le cerimonie di apertura e chiusura (nel nuovo Wankdorf), così come le competizioni di hockey, di pattinaggio-velocità e di curling.

Le località dove si svolgono le gare sono ridotte da 16 a 9 e raggruppate in quattro soli cantoni, Berna, Vaud, Friburgo e Vallese; discorso a parte per la pista di San Moritz, nei Grigioni, dove si disputeranno le gare di bob, slittino e skeleton.

In sintesi, per lo sci alpino sono state scelte le stazioni vallesane di Crans-Montana e Veysonnaz. Per le discipline nordiche la regione tra Gstaad e Col-de-Mosses, a cavallo tra i cantoni Berna e Vaud. Lo snowboard e lo sci acrobatico sarebbero accolti a Leysin, nel canton Vaud. A Losanna si svolgerebbero le prove di pattinaggio artistico e le squadre partecipanti al torneo di hockey si esibirebbero, oltre che a Berna, anche a Friburgo e Montreux.

Per il gruppo di lavoro, ridurre i siti di gara ha naturalmente significato escludere alcune località rispetto al progetto iniziale. Ne fanno le spese Monthey e Martigny in Vallese; Lucerna e Engelberg nella Svizzera centrale; Meiringen, Grindelwald e Kandersteg nell’Oberland Bernese. Quest’ultima regione appare come la grande perdente delle scelte operate di recente, ma potrà comunque usufruire del ritorno in immagine derivante dalla scelta di Berna come sede principale.

Geograficamente la candidatura Berna-Montreux si presenta come un ponte tra la Svizzera tedesca e la Svizzera romanda. Un’opzione strategica per raccogliere simpatie e sponsor in entrambe le regioni linguistiche, ma soprattutto per ottenere i voti – chiarendo che l’appellativo finale sarà Berna 2010 – dei delegati dell’Associazione olimpica svizzera, nella stragrande maggioranza svizzero-tedeschi.

“Secondo la Carta olimpica abbiamo l’obbligo di scegliere un’unica città” – ha spiegato giovedì a Berna Jean-Pierre Seppey, il direttore del gruppo di lavoro – “noi abbiamo optato per Berna come sede ufficiale, però per sottolineare l’impegno anche delle località romande per ora ci teniamo a presentarci come Berna-Montreux”.

Si utilizzeranno soprattutto infrastrutture esistenti e se si costruirà, come nel caso del villaggio olimpico alla periferia di Berna, sarà in vista di un utilizzo anche dopo la manifestazione. Il finanziamento sarà assicurato soprattutto dall’economia privata e non sarà necessaria una votazione popolare, in quanto le partecipazioni finanziarie delle varie collettività pubbliche saranno relativamente modeste.

Gli sforzi sono ora concentrati sulla scadenza del 5 settembre prossimo, quando il parlamento dell’Associazione olimpica svizzera sarà chiamato a scegliere tra le due candidature: Berna-Montreux o Davos. Quest’ultima si è presentata come tale solo qualche settimana fa, mentre in precedenza era stata seriamente presa in considerazione l’ipotesi di portare la sede a Zurigo.

“Ma quella del 5 settembre non è l’unica scadenza importante”, spiega ancora Jean-Pierre Seppey, “in precedenza, il 13 luglio si deciderà a Mosca la sede delle Olimpiadi del 2008. Se saranno scelte Pechino o Toronto, una candidatura svizzera avrà un senso, ma se sarà scelta Parigi, la successione tutta europea Atene 2004, Torino 2006, Parigi 2008, renderebbe irrealistica la promozione di una città europea anche per il 2010. In quel caso sarebbe conveniente concentrare direttamente gli sforzi per il 2014”.

Flavio Fornari

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