Temperature record in Svizzera: cosa rivela la primavera 2026 sul clima
La primavera 2026 si è conclusa con record di caldo inediti, coronando una stagione che resterà negli annali climatologici svizzeri. Secondo le previsioni, anche l'imminente estate si preannuncia al di sopra delle medie stagionali.
In Svizzera lo si è percepito: il mese di maggio 2026 è stato il settimo più caldo mai registrato dall’inizio delle misurazioni, nel 1864.
Nel corso dell’ultima settimana di maggio, un anticiclone ha provocato un’ondata di caldo su gran parte del continente europeo. La Svizzera non è stata risparmiata e il Sud delle Alpi è stato particolarmente colpito. Il 28 maggio, a Biasca, il termometro ha addirittura raggiunto i 34,8 gradi, sfiorando di appena 0,3 gradi il record nazionale per un mese di maggio.
Una primavera 2026 più che notevole
Il mese di maggio è solo il culmine di una stagione primaverile fuori norma. Con una media nazionale di 6,5 gradi nel trimestre marzo-aprile-maggio – ossia uno scarto di 1,6 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020 – la primavera 2026 si colloca al terzo posto tra le più calde dall’inizio delle misurazioni, dietro al 2011 (6,83 gradi) e al 2007 (6,65 gradi). (Per più informazioni su come è calcolata la media nazionale, vedere riquadro in fondo all’articolo).
Questi dati eccezionali si inseriscono in una tendenza di fondo ben documentata. Dal 1864, le temperature primaverili medie in Svizzera sono aumentate in modo continuo, con un’accelerazione netta a partire dagli anni Novanta. Oggi, la primavera in Svizzera è di 2,9 gradi più calda rispetto al periodo di riferimento preindustriale (1871-1900).
L’ultima primavera con una temperatura inferiore alla media risale al 2021. Più preoccupante: le dieci primavere più fredde mai registrate risalgono tutte a prima del 1970.
Un riscaldamento continuo, visibile in tutte le regioni
Questo aumento delle temperature interessa l’intero territorio, indipendentemente dalla regione o dall’altitudine. Il contrasto è particolarmente evidente a Sud delle Alpi, dove il grafico delle temperature annuali dal 1864 mostra una prima metà dominata dagli anni freschi e una seconda metà che si colora di un rosso sempre più intenso a partire dagli anni Duemila.
Estate 2026: segnali convergenti verso il caldo
I dati suggeriscono tuttavia che una primavera calda non implica statisticamente un’estate canicolare. Dopo la primavera record del 2011 (6,83 gradi), l’estate si è attestata nella media con 13,18 gradi. Dopo quella del 2007 (6,65 gradi), l’estate ha raggiunto 12,98 gradi, anch’essa nella norma. Il 2022 rappresenta un’eccezione, con una primavera di 6,17 gradi di media seguita da un’estate canicolare con 16,16 gradi, ma si tratta di un caso raro.
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El Niño, un fattore di amplificazione
A questo contesto si aggiunge il fenomeno climatico di portata globale noto come “El Niño”. Secondo MeteoSvizzera, le temperature superficiali del mare aumentano rapidamente nel Pacifico equatoriale, lasciando prevedere ripercussioni già tra maggio e luglio 2026.
Sebbene la Svizzera si trovi lontano dall’area di origine del fenomeno, questo contesto aumenta la probabilità di un’estate eccezionalmente calda. Le previsioni stagionali di MeteoSvizzera per l’estate 2026, elaborate in maggio, attribuiscono una probabilità di circa il 63% a un’estate calda nella Svizzera francese – quasi il doppio della probabilità climatologica di riferimento fissata al 33%.
MeteoSvizzera ricorda tuttavia che l’affidabilità delle previsioni stagionali a lungo termine per la Confederazione resta limitata, anche se negli ultimi anni sono stati compiuti progressi sensibili. Come spesso accade con Madre Natura: anche se talvolta i segnali convergono, le certezze restano rare.
La temperatura media svizzeraCollegamento esterno descrive la temperatura media misurata sull’insieme della superficie e delle diverse altitudini o regioni della Svizzera. Si tratta della temperatura media mensile (in gradi Celsius, misurata a 2 metri dal suolo ogni dieci minuti, giorno e notte). I valori medi vengono poi calcolati per diversi periodi (stagione, semestre, anno) a partire da questi valori mensili.
La rete SwissMetNet comprende attualmente circa 160 stazioni automatiche di misurazione al suolo di MeteoSvizzera. Ma soltanto 19 stazioni dispongono di dati disponibili senza interruzioni dal 1864 e sono utilizzate per il calcolo della temperatura media nazionale.
Queste stazioni di riferimento sono Basilea/Binningen, Berna/Liebefeld, Château-d’Oex, Davos, Engelberg, Ginevra/Cointrin, Gran San Bernardo, Lugano, Lucerna, Neuchâtel, Payerne, Pontresina, Samedan, Säntis, Sion, San Gallo, Zurigo/Fluntern, Coira e Glarona. In termini di ponderazione, le stazioni di montagna del Gran San Bernardo e del Säntis hanno il peso maggiore. Sono le uniche a rappresentare le altitudini superiori a circa 2’000 metri sul livello del mare in Svizzera. Per le regioni più basse sono disponibili più stazioni. Queste località hanno pertanto un peso minore nel calcolo della media svizzera.
La Svizzera è suddivisa in diverse regioni climatiche. Per quanto riguarda l’evoluzione della temperatura nel lungo periodo, emergono differenze tra il Nord e il Sud delle Alpi e in funzione dell’altitudine. Per questo motivo è stata calcolata una temperatura media, utilizzando lo stesso metodo adottato per l’intero Paese, per le tre seguenti sottoregioni: Nord delle Alpi sotto i 1’000 metri, Nord delle Alpi sopra i 1’000 metri e Sud delle Alpi. Il Sud delle Alpi comprende il Cantone Ticino, ma anche la regione del Sempione e le valli meridionali dei Grigioni. Le 19 stazioni di riferimento sono incluse nelle sottoregioni.
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