La FIFA sospende sei dirigenti accusati di corruzione
La Federazione internazionale del calcio, con sede a Zurigo, ha sospeso per tre anni il nigeriano Amos Adamu e per uno il tahitiano Reynald Temarii, membri del comitato esecutivo dell'organizzazione.
Sospettato di corruzione nel quadro dell’attribuzione dei Mondiali del 2018 e del 2022, Adamu è stato sospeso per tre anni da «ogni attività legata al calcio» e si è visto infliggere una multa di 10’000 franchi, ha indicato giovedì l’ex nazionale di calcio svizzero Claudio Sulser, presidente della commissione etica della FIFA.
Reynald Temarii è stato dal canto suo assolto dall’accusa di corruzione , ma è comunque stato sospeso per un anno per aver discusso del suo voto nell’ambito della procedura d’attribuzione dei mondiali, ha indicato la sua legale
La commissione ha pure sanzionato altri quattro ex membri del comitato esecutivo. Anche in questo caso per aver «infranto diversi articoli del codice etico della FIFA». La pena più pesante è stata inflitta a Isamel Bhamejee (Botswana), sospeso per quattro anni. Bhamjee era già stato punito nel 2006 per aver venduto al mercato nero dei biglietti per i mondiali. Ahongalu Fusimalohi, del Tongo, e Amadou Diakite, del Mali, sono stati sospesi per tre anni, mentre il tunisino Slim Aloulou per due.
Per contro, la FIFA non ha potuto provare, per mancanza di «elementi sufficienti», i sospetti di collusione tra la candidatura del Qatar e quella congiunta di Spagna e Portogallo per l’attribuzione dei Mondiali 2018 e 2022.
Lo scandalo era scoppiato in ottobre dopo le rivelazioni pubblicate dal giornale britannico Sunday Times.
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