Iniziativa “Per un’alimentazione sicura”: verso un’agricoltura più sostenibile o un “diktat vegano” in Svizzera?
Dopo il fallimento dell'iniziativa sull'acqua potabile nel 2021, l'attivista ecologista Franziska Herren torna alla carica con una nuova proposta che intende obbligare la Confederazione a promuovere la produzione e il consumo di alimenti di origine vegetale. Chi si oppone parla di un progetto scollegato dalla realtà. Sarà il popolo a decidere, il 27 settembre.
Che cosa prevede l’iniziativa “Per un’alimentazione sicura”?
L’iniziativa “Per un’alimentazione sicura” è stata depositata nell’agosto 2024 con 112’736 firme valide. Il suo obiettivo è aumentare il grado di autosufficienza della Svizzera, portandolo dal 46% ad almeno il 70%. A tal fine, il testoCollegamento esterno chiede di adeguare la politica agricola per incoraggiare la produzione e il consumo di derrate alimentari di origine vegetale anziché animale.
L’iniziativa mira, inoltre, a preservare le risorse idriche sotterranee e a promuovere un’agricoltura e un settore agroalimentare sostenibili e rispettosi del clima. Ciò dovrebbe avvenire in particolare attraverso l’introduzione di misure volte a preservare la biodiversità e la fertilità dei suoli, nonché la promozione di piante e sementi naturali e riproducibili. Tutti questi obiettivi dovranno essere raggiunti entro dieci anni.
Chi sostiene questa iniziativa?
L’iniziativa è promossa dall’attivista ecologista Franziska Herren, dall’associazione “Acqua pulita per tutti” e da altre sei persone, tra cui Daniel Hartmann, ex capo della sezione Protezione delle acque sotterranee dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Herren è anche all’origine dell’iniziativa sull’acqua potabile, respinta nel giugno 2021 da oltre il 60% delle persone votanti. Quest’ultimo testo chiedeva di sopprimere i sussidi alle aziende agricole che utilizzavano pesticidi e antibiotici a scopo profilattico.
Sul piano politico, solo i Giovani Verdi invitano a votare a favore dell’iniziativa. Pro Natura Svizzera è l’unica importante organizzazione ambientalista che finora si è espressa a suo sostegno. Tra i sostenitori ufficiali del testoCollegamento esterno figurano poi diverse altre associazioni di dimensioni minori.
Chi si oppone?
Il Consiglio federale si oppone all’iniziativa. Non ha ritenuto opportuno elaborare un controprogetto, ritenendo che la Costituzione federale consenta già di orientare la politica agricola nella giusta direzione. Anche in Parlamento l’iniziativa ha raccolto un’opposizione unanime. Tutti i partiti hanno giudicato il testo troppo radicale e i mezzi proposti inadeguati. È inoltre fallita l’idea di un controprogetto diretto limitato alla salvaguardia degli ecosistemi, della biodiversità e della qualità delle acque. Solo il Partito socialista, i Verdi e i Verdi liberali hanno sostenuto tale proposta. Anche le principali organizzazioni economiche e agricole combattono l’iniziativa.
Quali sono gli argomenti di chi sostiene l’iniziativa?
Attualmente, con un tasso di autoapprovvigionamento netto del 42%, la Svizzera non sarebbe in grado di garantire la sicurezza alimentare della popolazione in caso di interruzione delle importazioni. Secondo il comitato promotore, il Paese non è infatti al riparo da crisi che potrebbero compromettere gli approvvigionamenti dall’estero, come guerre, conflitti commerciali o eventi climatici estremi.
Sostenitrici e sostenitori del testo sottolineano che quasi il 60% delle superfici agricole è destinato alla produzione di foraggio per gli animali e che questa è la principale ragione che costringe la Svizzera a importare metà delle proprie derrate alimentari. Coltivando su queste superfici alimenti vegetali destinati direttamente al consumo umano, sarebbe possibile produrre dieci volte più calorie per la popolazione.
Criticano inoltre l’allevamento, che ritengono responsabile della crisi climatica, nonché dell’eccessiva fertilizzazione e dell’acidificazione dei suoli. Infine, sostengono che garantendo una quantità sufficiente di acqua potabile pulita, la Confederazione creerebbe le condizioni per un’economia agricola e alimentare sostenibile, tutelando allo stesso tempo la salute dei consumatori.
Quali sono gli argomenti di chi si oppone?
L’obiettivo del 70% di autosufficienza alimentare rappresenta il punto più criticato dell’iniziativa. Coloro che si oppongono ritengono che questa quota sia irrealistica e che l’unico modo per raggiungerla sarebbe un drastico intervento dello Stato volto a limitare il consumo di carne e di alimenti di origine animale. L’Alleanza contro l’iniziativa sull’alimentazioneCollegamento esterno, che riunisce numerose organizzazioni dell’agricoltura, dell’industria alimentare, della ristorazione, del commercio e delle regioni di montagna, denuncia quello che definisce un “diktat vegano”.
Le voci contrarie sottolineano che l’attuale tasso del 46% riflette ciò che le condizioni concrete e le caratteristiche topografiche del Paese consentono di ottenere. In molte regioni, dove i terreni sono troppo ripidi, l’allevamento rappresenta l’unico modo per sfruttare il territorio. A loro avviso, questa iniziativa metterebbe a rischio l’utilizzo dei terreni di montagna e degli alpeggi.
Alcuni e alcune parlamentari hanno inoltre denunciato un’iniziativa scollegata dalla realtà, sostenendo che agricoltrici e agricoltori vengono ancora una volta considerati responsabili di tutti i problemi, nonostante compiano già notevoli sforzi a favore della sostenibilità e della biodiversità. Infine, il comitato del “no” ritiene che l’iniziativa farebbe aumentare il prezzo delle derrate alimentari svizzere e favorirebbe il turismo degli acquisti.
Da rileggere: il nostro ritratto dell’attivista ecologista Franziska Herren, all’origine di due iniziative popolari.
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A cura di Katy Romy
Tradotto dal francese e verificato da: Zz
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