Nuovamente respinta la richiesta di libertà provvisoria per Borodin
Un giudice di New York ha respinto mercoledì sera una nuova domanda di libertà vigilata presentata dagli avvocati dell'ex tesoriere del Cremlino Pavel Borodin. Il giudice Eugene Nickerson ha confermato la decisione del giudice del tribunale federale di Brooklyn, che aveva già rifiutato la libertà su cauzione dell'ex tesoriere del Cremlino.
«Le circostanze che circondano questa vicenda sono particolari e spiacevoli», ha commentato il giudice Nickerson. «È il caso di numerosi casi di estradizione. Dopo aver esaminato tutto l’incarto, la Corte non ritiene che Borodin sia riuscito a presentare circostanze speciali sufficienti per giustificare la libertà provvisoria».
Il suo avvocato Barry Kingham aveva affermato al giudice che Pavel Borodin era pronto a versare una cauzione qualsiasi e ad assumere un piccolo esercito di agenti di una società specializzata, per garantire un controllo 24 ore su 24 se gli fossero stati concessi gli arresti domiciliari. La difesa di Borodin aveva proposto di organizzare gli arresti domiciliari in un hotel o in un appartamento di Manhattan, in attesa della conclusione dell’iter per l’estradizione in Svizzera e di far applicare all’ex tesoriere del Cremlino un braccialetto elettronico come ulteriore garanzia sui suoi movimenti.
Borodin – attuale segretario dell’Unione russa-bielorussa – è stato arrestato il 17 gennaio scorso a New York su richiesta della magistratura elvetica, che aveva emesso nel gennaio del 2000 un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti per corruzione e riciclaggio, nel quadro di un’inchiesta su presunte tangenti per lavori di rinnovo del Cremlino. L’inchiesta in Russia era stata chiusa lo scorso dicembre e Borodin ne era uscito completamente scagionato. Il 2 aprile prossimo dovrebbe essere celebrata un’udienza per decidere sull’estradizione di Borodin in Svizzera.
swissinfo e agenzie
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