Reclutamento: in discussione esami più approfonditi sull’idoneità dei giovani
Test dell'aids al momento del reclutamento e anche analisi per individuare eventuali consumatori di droga: l'esercito svizzero, secondo rivelazioni del SonntagsBlick, starebbe valutando l'opportunità di compiere questo passo, in relazione al nuovo programma di arruolamento deciso dai vertici militari.
I giovani di leva dovranno infatti sottoporsi ad esami medici e psicologici sull’arco di tre giorni, che si svolgeranno in sei appositi centri federali.
La necessità di esami più approfonditi è venuta alla luce in considerazione del crescente numero di giovani che lasciano la scuola reclute anticipatamente. Nel 2000 un giovane di leva su cinque ha abbandonato le caserme prima del tempo e si calcola che quest’anno la percentuale possa salire al 25 per cento. Il nuovo programma deciso dai vertici militari, parzialmente operativo dal 2002, dovrebbe contribuire a ricondurre la proporzione al di sotto del 10 per cento.
I futuri soldati verranno esaminati sotto numerosi aspetti sull’arco di più giorni, e non di un giorno soltanto come attualmente. I dettagli del nuovo programma, secondo il SonntagsBlick, prevedono anche test antidroga di massa e test del virus HIV in caso di sospetto aids.
Lo stato maggiore generale è cosciente che almeno una parte delle nuove visite mediche possa suscitare polemiche. “Per questo motivo stiamo cercando di chiarire gli aspetti delicati dal profilo giuridico», ha dichiarato al settimanale zurighese il tenente colonnello Rolf Odermatt, direttore del programma di reclutamento Esercito XXI. È pensabile che il giovane di leva debba dare obbligatoriamente il proprio assenso al test, in particolare se vuole essere arruolato in un’unità speciale.
La proposta ha suscitato lo scetticismo del direttore dell’Ufficio federale della sanità Thomas Zeltner, secondo il quale il test dell’aids deve necessariamente essere accompagnato da un colloquio prima e dopo la presa di sangue. «Dubito, ha detto Zeltner al SonntagsBlick, che durante il reclutamento si possa prestare una buona assistenza».
Anche i test anti-droga di massa per Zeltner non servono a nulla se i risultati non vengono poi discussi con i diretti interessati. Il consumo di canapa, dal punto di vista dei rischi nell’attività militare, è paragonabile all’alcol «e non vedo perché per il cannabis si debbano prendere misure speciali».
swissinfo e agenzie
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