Accordo banche svizzere-organizzazioni ebraiche
Nell'ambito dell'intesa da 1,25 miliardi di dollari dell'agosto 98, la soluzione di compromesso consentirà l'accesso informatico a 2,1 milioni di conti bancari in giacenza risalenti agli anni 1933-1945. Servizio da Washington di Roberto Antonini.
United Bank of Switzerland (UBS) e Credit Suisse (CS) si sono dette disposte a lasciar archiviare i dati su 2,1 milioni di conti in giacenza aventi un possibile rapporto con l’Olocausto. Appare così tolto di mezzo un importante ostacolo all’attuazione dell’accordo globale raggiunto con la controparte ebraica il 12 agosto 1998.
Il portavoce del CS Ulrich Pfister ha indicato che i rappresentanti delle banche sono ormai d’accordo con questa soluzione, discussa giovedì a New York in un incontro tra le parti davanti al giudice Edward Korman, cui spetta decidere sulle modalità d’attuazione dell’intesa globale da 1,25 miliardi di dollari. Le informazioni reperite sui 2,1 milioni di conti in questione sarebbero raccolte in una banca dati centralizzata
accessibile agli interessati.
Korman aveva fatto dell’accettazione delle raccomandazioni della Commissione Volcker una condizione preliminare per concretizzare l’intesa. La commissione paritetica svizzero-ebraica presieduta da Paul Volcker aveva chiesto la pubblicazione dei nomi dei titolari di 26’000 conti aventi un rapporto verosimile con l’Olocausto, come pure l’archiviazione centralizzata dei dati sui 4,1 milioni di conti aperti prima del 1945 e reperiti nelle banche elvetiche durante l’indagine triennale dei suoi esperti.
La Commissione federale delle banche ha seguito grossomodo la prima raccomandazione, ma ha limitato a fine marzo la centralizzazione dei dati ai 46’000 conti ritenuti avere un rapporto possibile o verosimile con la Shoah. Una decisione apertamente criticata il mese scorso da Volcker.
Secondo Pfister non è ora più questione di archiviare tutti i 4,1 milioni di conti. Le banche hanno però accettato di autorizzare la centralizzazione dei dati per 2,1 milioni di conti che potrebbero essere appartenuti a vittime dell’Olocausto.
Christoph Meier, portavoce della UBS, ha sottolineato che tutti i partecipanti all’incontro di New York si sono detti interessati a concretizzare in tempi brevi l’accordo globale del 1998. Secondo il rappresentante del Credit Suisse Peter Widmer, il consenso definitivo del giudice Korman interverrà entro la fine di maggio.
I sopravvissuti dell’Olocausto e gli eredi delle vittime dovrebbero di conseguenza cominciare a ricevere risarcimenti a partire dall’autunno prossimo.
swissinfo e agenzie
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