Firma elettronica, la corsa è lanciata
Tra le società scese in campo per conquistare il mercato delle transazioni elettroniche certificate vi è pure la Posta, che in luglio ha rilevato la SwissSign.
Malgrado la secolare esperienza in materia di spedizioni, la partita per la Posta non si annuncia facile: tra i suoi concorrenti vi è infatti anche la Swisscom.
Dal primo gennaio di quest’anno, ditte e privati elvetici potrebbero in teoria amministrare i propri affari unicamente per via elettronica, senza più far capo a quintali di carta e alla posta tradizionale.
Con l’entrata in vigore di una nuova legge, infatti, la firma elettronica ha – a determinate condizioni – lo stesso valore legale di quella manoscritta.
Una possibilità che però per il momento si trova allo stadio teorico, non essendoci ancora nessuna società che propone un simile servizio.
Il mercato è comunque in fermento: ad inizio luglio, la Posta ha infatti rilevato la SwissSign. Questa ditta è tra quelle che hanno creato un procedimento di firma elettronica.
Dopo l’esame da parte della KPMG, la società di revisione incaricata dalla Confederazione di passare al setaccio le richieste di certificazione per verificare l’idoneità e la sicurezza del sistema, il procedimento della SwissSign dovrebbe ricevere l’avallo delle autorità.
Lettera raccomandata elettronica
Confrontata all’apertura programmata del mercato delle lettere e al calo degli invii, l’ex regia federale deve cercare nuove fonti d’entrata e ormai da qualche anno è molto attiva nel settore dell’e-business.
I mail stanno soppiantando le normali lettere, ma non sono ancora riusciti ad intaccare un altro settore d’attività tradizionale della Posta: le lettere raccomandate. Presto, però, grazie alle nuove possibilità offerte dalla firma elettronica il predominio della Posta potrebbe vacillare.
Per tale ragione, l’azienda elvetica ha deciso di sviluppare la versione elettronica della lettera raccomandata.
Grazie a un sistema crittografico, il mittente potrà spedire al destinatario un documento codificato, che potrà decifrare attraverso uno speciale codice. Il rischio che dei terzi possano riuscire a leggere il testo è praticamente uguale a zero. Internet diventa così uno strumento molto più sicuro per scambiarsi dei dati di quanto lo era finora.
Il sistema proposto dalla Posta si basa sulla piattoforma di scambio denominata «incaMail». «inca», ossia integro, non ripudiabile, confidenziale ed autentico. In altre parole il messaggio non può essere modificato, il mittente non può contestare il suo invio, le informazioni non sono accessibili a terzi e l’identità degli interlocutori può essere accertata.
Un mercato promettente
La Posta non dispone di cifre su quanto rappresenterà il mercato della firma elettronica, ma le aspettative sono grandi: «Vi sono sempre più applicazioni che richiedono la PKI (Public Key Infrastructure, in pratica il sistema alla base della firma digitale, ndr)», dice a swissinfo Laurent Wiedmer, portavoce della Posta.
«Nello spazio di pochi anni, il volume dei pagamenti elettronici è cresciuto del 25%, ci si può attendere ad uno sviluppo simile anche in questo nuovo mercato», aggiunge.
L’offerta del gigante giallo dovrebbe essere disponibile entro tre-sei mesi per i clienti commerciali, a dipendenza di quando la società di certificazione darà il suo responso.
«Ci indirizziamo in primo luogo agli uffici federali e ai comuni, ai professionisti della sanità, alla giustizia, alle banche o alle fiduciarie, a tutti quei settori insomma dove spesso ci si deve scambiare dei documenti confidenziali», spiega Laurent Wiedmer.
E i prezzi? «Per ora non abbiamo ancora nessuna informazione», conclude il portavoce della Posta.
Anche la Swisscom ai blocchi di partenza
Malgrado l’ormai secolare esperienza e gli ottimi requisiti che la Posta può vantare in materia di spedizioni, la partita per conquistare una posizione predominante sul mercato non sarà certo facile.
Diverse altre società hanno chiesto una certificazione, ma per ora la KPMG non vuole comunicare né quali sono né quante sono. Si sa però che tra di esse vi è un altro peso massimo dell’economia elvetica: la compagnia di telecomunicazioni Swisscom.
Il sistema elaborato dalla Swisscom dovrebbe essere pronto per essere offerto alle imprese «nei prossimi mesi», afferma il portavoce Christian Neuhaus. In un secondo tempo, l’operatore prevede di proporlo anche ai privati.
Il mercato ha delle potenzialità, ma la Swisscom non vuole per ora svelare le cifre. Per quanto concerne la possibile concorrenza con la Posta – una prima nella storia delle due aziende – Christian Neuhaus preferisce parlare di «offerte complementari», ma ammette che «la nicchia di mercato che le due ditte vogliono conquistare è la stessa».
swissinfo, Daniele Mariani
La Posta nel 2004 ha spedito 2’852 milioni di lettere.
L’anno prima erano state 2’917 milioni.
Nel 2004 ha distribuito 32 milioni di lettere raccomandate (al prezzo di 5 e 9 franchi a seconda del tipo di invio scelto).
Il commercio elettronico ha raggiunto nel 2003 un volume d’affari di 2’000 miliardi di franchi, secondo i dati pubblicati dalla Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo.
Il 95% delle transazioni concernevano operazioni tra aziende.
Nell’ambito del consumo privato, il mercato elettronico ha superato 30 miliardi di franchi nei paesi dell’Unione europea (1% del commercio al dettaglio totale) e 50 miliardi negli Stati uniti (1,6%).
La legge sulla firma elettronica (FiEle) è entrata in vigore il primo gennaio del 2005. Questa norma equipara, a determinate condizioni, la firma digitale a quella manoscritta.
Grazie a questa legge è ormai possibile, ad esempio, concludere contratti per via elettronica che finora dovevano essere stipulati nella tradizionale forma scritta.
Il procedimento può rivelarsi molto utile anche per le amministrazioni pubbliche, il sistema giudiziario o i professionisti della sanità, che devono scambiarsi documenti confidenziali.
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