Moritz Suter getta la spugna
Le dimissioni di Moritz Suter hanno segnato l'attesa assemblea generale degli azionisti di Crossair. Nasce la nuova compagnia nazionale.
Moritz Suter si è ufficialmente congedato dalla compagnia aerea che ha fondato. Ma «sarò sempre a disposizione di Crossair se avrà bisogno di me», ha detto tra gli applausi in occasione dell’assemblea straordinaria degli azionisti.
Suter si è avvicinato al microfono, nella St. Jacobshalle di Basilea, e ha chiesto un minuto di silenzio in onore delle vittime del Jumbolino precipitato il 24 novembre. «Crossair è una compagnia che suscita emozioni», ha affermato, e le emozioni erano palpabili nella sala quando ha ripercorso le tappe storiche del vettore basilese, lanciato con un capitale azionario di soli 65mila franchi.
Commentando gli avvenimenti degli ultimi mesi e i progetti per ricostituire una compagnia aerea nazionale, Suter non ha mancato di regolare alcuni conti personali. Ha criticato Rainer Gut, l’uomo incaricato di dare forma alla nuova Crossair, che non ha risposto a sue due lettere. «C’è qualcosa che non quadra in questo paese nelle sfere dirigenti della politica e dell’economia. Si assiste alla concentrazione del potere in un numero ristretto di persone».
Suter, visibilmente commosso, dopo aver ringraziato i colleghi del consiglio di amministrazione, ha augurato buona fortuna al suo successore olandese Pieter Bouw, ricordandogli che la Svizzera, «paese sensibile e difficile da capire», non si limita alla sola Zurigo, ma comprende anche Ginevra – «la nostra finestra aperta sul mondo» – e Lugano.
Suter ha terminato il suo intervento evocando Basilea, Erasmo e l’umanesimo che ha ispirato lo stile e la cultura di Crossair. Tutti gli azionisti si sono allora alzati in piedi, rivolgendogli un caloroso applauso.
La rabbia dei piccoli azionisti
Dopo l’annuncio delle dimissioni di Suter, sono intervenuti diversi piccoli azionisti, che hanno deplorato tale decisione.
Hanno criticato duramente il comitato presieduto da Rainer E. Gut, che ha estromesso il fondatore della Crossair dal futuro consiglio di amministrazione, e gli ambienti economici zurighesi, giudicati troppo prepotenti.
Un piccolo azionista non ha esitato a battere una scarpa sul tavolo, imitando – come ha affermato – Nikita Krusciov. «Fate come me, ha detto visibilmente arrabbiato. «Ritirate i vostri soldi dall’UBS e dal Credit Suisse».
Approvato l’aumento di capitale
Il punto 4 all’ordine del giorno è stato accettato a grande maggioranza. Il capitale passerà così dagli attuali 328,5 milioni di franchi a 2,79 miliardi al massimo, mediante l’emissione di 49 milioni (al massimo) di nuove azioni nominative di 50 franchi.
La Confederazione, la maggior parte dei cantoni e parecchie banche ed imprese si sono detti disposte a sottoscrivere in totale circa 2,7 miliardi di franchi.
Complessivamente 2,213 miliardi di franchi sono stati assicurati senza riserve, ciò che permetterà la trasformazione della Crossair in una compagnia intercontinentale.
L’aumento del capitale avverrà in due tappe. La prima serve a concretizzare l’accordo di principio sulla nuova aviolinea nazionale (progetto Fenice), la seconda servirà invece a semplificare la struttura del capitale sociale.
L’assemblea si è pure espressa positivamente sulla creazione di un capitale approvato, per un massimo di 375 milioni di franchi, destinato a diversi cantoni e comuni che si sono dichiarati disposti a partecipare alla nuova compagnia, ma che potrebbero non essere in grado di fare approvare il contributo dai rispettivi parlamenti o dal popolo.
Infine gli azionisti hanno detto sì anche alla creazione di un capitale condizionale, per un importo non superiore a 60 milioni di franchi, destinato a eventuali programmi di partecipazione del personale.
Strategie future
La nuova compagnia aerea elvetica avvierà trattative con potenziali alleanze ancora in dicembre, ha affermato André Dosé, presidente della direzione della Crossair. Per il primo esercizio della nuova Crossair è tuttavia attesa una perdita di 1,1 miliardi di franchi.
Volendo affermarsi a livello intercontinentale, la Crossair ha bisogno di alleanze. L’aviolinea ha già contattato le tre costellazioni principali, ossia Star Alliance (Lufthansa), Oneworld (British Airways) e SkyTeam (Air France/Alitalia). In ogni caso non si tratta di una fusione, ha sottolineato Dosé.
La futura Crossair dovrà confrontarsi con i problemi che colpiscono l’intera industria dell’aviazione: le conseguenze dell’11 settembre e il rallentamento dell’economia. Ma a fronte di tali difficoltà si presentano anche «chances». Crossair cercherà di offrire un buon prodotto, di lavorare con una struttura dei costi favorevole e con una base solida di capitale.
La politica aziendale della futura aviolinea si basa su un mercato locale forte, un «hub» intercontinentale a Zurigo, un «euroscalo» a Basilea e scali regionali a Ginevra, Lugano e Berna.
La rinuncia a 24 aerei della Swissair corrisponde a una riduzione delle capacità del 30 %, ha rammentato Dosé, aggiungendo che American Airlines ha ridotto le proprie del 20 %, la tedesca Lufthansa pure del 20 % e la British Airways del 15 %.
swissinfo e agenzie
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