Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Musulmani confrontati a una crescente intolleranza

Festa di Unspunnen a Interlaken, nel 2006: accanto ai costumi tradizionali, il velo islamico.

(Keystone)

Il segretario di Stato supplente Anton Thalmann ha sottolineato, nel quadro di una conferenza anti-discriminazione, il rischio aumentato d'intolleranza contro i musulmani in Europa.

L'alto funzionario elvetico ha dichiarato a swissinfo che la discriminazione per motivi religiosi è una pericolosa tendenza che minaccia i valori svizzeri fondamentali.

In occasione di un incontro istituito dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il segretario di Stato supplente Anton Thalmann ha sottolineato che la coesistenza tra popoli di religioni diverse costituisce una sfida quotidiana.

Thalmann, che si è espresso martedì a Cordoba nel quadro della Conferenza sull'intolleranza e la discriminazione contro i musulmani, ha inoltre salutato la visita in Svizzera del rappresentante speciale dell'OSCE Ömür Orhun, posticipata a novembre – quindi dopo le elezioni – su richiesta delle autorità elevetiche.

swissinfo: La conferenza di Cordoba concerne la discriminazione nei confronti dei musulmani. La Svizzera ha un problema a questo proposito?

Anton Thalmann: L'incontro ha offerto l'opportunità di paragonare la situazione dei musulmani negli Stati dell'OSCE, e di evidenziare punti comuni e differenze. È stato unanimamente riconosciuto che nel recente passato è sensibilmente aumentato il rischio di intolleranza verso i musulmani, ma anche nei confronti di altre comunità religiose.

La Svizzera non è ovviamente immune dagli incidenti legati all'incomprensione e alla paura: ho ribadito che siamo perfettamente coscienti di questo fatto.

swissinfo: Quali misure pratiche per combattere l'intolleranza sono state suggerite nel quadro della conferenza?

A.T.: Il primo passo è quello di riconoscere l'esistenza del problema. È necessario un approccio diversificato, con programmi educativi volti ad aumentare la tolleranza e il rispetto per gli altri.

Le comunità musulmane devono essere incoraggiate a collaborare con le autorità. Da parte nostra, è necessario raccogliere i dati relativi ai crimini basati sull'odio, e cercare di introdurre una legislazione adeguata. È inoltre fondamentale l'esistenza di un giornalismo responsabile, che promuova la comprensione interculturale e tra le religioni.

swissinfo: Cosa possono fare i musulmani per rafforzare la loro posizione nella società svizzera?

A.T.: Possono avvalersi di tutti i mezzi messi a disposizione dalle istituzioni per portare avanti le loro cause; è un loro diritto in quanto cittadini svizzeri.

swissinfo: E per quanto riguarda coloro che non sono ancora cittadini svizzeri, a causa del lento sistema di naturalizzazione?

A.T.: Il processo è effettivamente lungo. Tuttavia, i diritti umani non possono essere negati agli stranieri che si trovano sul territorio svizzero. Si tratta di diritti che essi possono e devono difendere attivamente.

swissinfo: Dopo i cristiani, in Svizzera i musulmani sono il maggiore gruppo religioso. È possibile che vi siano «troppi» musulmani nel Paese?

A.T.: No. In Svizzera abbiamo una lunga tradizione di dialogo interreligioso. La questione non risiede nella quantità di persone, ma nella capacità d'integrazione e di difesa dei diritti umani sotto l'egida della Costituzione e delle libertà che essa offre.

Lo Stato garantisce la libertà religiosa e la coesistenza tra persone di religioni differenti: questa è una sfida quotidiana.

swissinfo: Quale è il significato della visita dell'ambasciatore Orhun in Svizzera, in novembre?

A.T.: Si tratta di una visita importante, poiché egli sta considerando i diversi Paesi membri dell'OSCE sulla base di criteri comuni, tentando di promuovere il rispetto e la tolleranza tra le religioni. La Svizzera, che è fiera delle proprie libertà, desidera ovviamente partecipare a questo processo.

swissinfo, intervista di Clare O'Dea
(traduzione e adattamento, Andrea Clementi)

Musulmani in Svizzera

In Svizzera, i musulmani sono il maggiore gruppo religioso dopo i cristiani. Secondo il censimento del 2000, i loro numero si attestava a 310'000 (340'000 stando alle stime attuali).

Il partito Unione democratica di centro (destra nazional-conservatrice) ha fatto della lotta alla costruzione di minareti in Svizzera un tema della propria campagna elettorale.

Fine della finestrella

OSCE

L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), di cui fanno parte 56 Stati, è un organo che si concentra sulla diplomazia preventiva, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi, e la ricostituzione e il rafforzamento delle strutture sociali democratiche dopo un conflitto. Fornisce inoltre un importante contributo nella promozione della democrazia, dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto. In campo politico-militare, il suo compito consiste nell'eliminazione delle tensioni.

Il ministro turco degli affari esteri Ömür Orhun ha lavorato, negli ultimi tre anni, anche in qualità di ambasciatore dell'OSCE per combattere l'intolleranza e la discriminazione nei confronti dei musulmani. Visiterà la Svizzera nel mese di novembre, e incontrerà diversi rappresentanti delle autorità.

Fine della finestrella


Link

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.