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Assistenza giudiziaria tra Svizzera e Argentina

La numero uno della diplomazia svizzera con il ministro degli esteri argentino Rafael Bielsa Keystone

Le autorità svizzere e quelle argentine si apprestano a concludere due accordi: uno sull'assistenza giudiziaria e un altro sulla doppia imposizione.

È quanto emerso dalla visita a Buenos Aires della ministra svizzera degli esteri Micheline Calmy-Rey.

Poche ore ma estremamente intense, quelle passate a Buenos Aires dalla consigliera federale Micheline Calmy-Rey.

La visita in Argentina della responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri è la tappa intermedia di un viaggio di sei giorni in America Latina, il primo di un membro del governo svizzero dal 1997.

Un percorso iniziato in Perù, dove Micheline Calmy-Rey ha incontrato i rappresentanti delle autorità locali, ha visitato istituzioni legate alla cooperazione elvetica e si è riunita con gli ambasciatori svizzeri in America Latina per fare il punto sulla situazione politica ed economica della regione.

Evitare i delitti finanziari

A Buenos Aires, l’appuntamento centrale è stato con il ministro degli esteri argentino Rafael Bielsa. Un incontro di quasi un’ora dove si è parlato degli scambi commerciali tra i due paesi, della cooperazione economica, della riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu e della collaborazione in materia giudiziaria.

Un tema quest’ultimo quanto mai attuale, viste le ripercussioni dell’inchiesta sui presunti conti segreti aperti nelle banche elvetiche dall’ex presidente Carlos Saul Menem.

«La posizione della Svizzera – ha detto Calmy-Rey – è stata chiara fin dall’inizio. Il governo federale è profondamente impegnato a fare in mondo che la nostra piazza finanziaria non possa essere utilizzata per fini criminali».

La consigliera federale ha precisato che, da tempo, la Svizzera coopera costantemente con l’Argentina per le inchieste in corso.

«Ribadiamo l’impegno reciproco per poter ratificare, a breve termine, un trattato di assistenza giudiziaria che ci permetterà di migliorare ancor di più questa collaborazione».

È stato lo stesso ministro argentino a precisare quali sono al momento gli ostacoli da risolvere per poter ratificare un trattato di questo tipo.

«Stiamo lavorando – ha detto Bielsa – per trovare un terreno di intesa comune sulla definizione generale di delitto fiscale e su quella più specifica di frode o evasione fiscale».

Incontro con gli emigrati

La visita di Micheline Calmy-Rey è proseguita poi con un incontro con i rappresentanti della comunità svizzera.

Davanti ad un centinaio di persone, tra uomini d’affari, emigrati anche di terza e quarta generazione ed esponenti del mondo dell’associazionismo, la responsabile della diplomazia elvetica ha ricordato le profonde similitudini che legano la Svizzera con l’Argentina.

«È un piacere notare quanto siate integrati alla comunità argentina, coltivando allo stesso tempo i valori e le tradizioni della madrepatria. Siete per noi i nostri migliori ambasciatori», ha affermato la responabile della diplomazia elvetica.

Il sostegno durante la crisi

Nell’incontro di lunedì non sono mancati né riferimenti alla difficile situazione economica argentina nel 2001 e ai suoi risvolti sulla comunità elvetica, né un rapido accenno all’offerta di ristrutturazione del debito che Buenos Aires ha concluso proprio in questi giorni.

Ricordando l’appoggio federale e cantonale fornito ai ben ottocento svizzero-argentini che, tra il 2002 e il 2004, sono tornati in Svizzera a cercare lavoro, Calmy-Rey ha indicato che grazie al rilancio economico in corso in Argentina, molti di loro sono potuti tornare nel paese sudamericano.

La questione del debito e dei bonds in default – ha proseguito la ministra degli esteri – ha avuto conseguenze difficili per un gran numero di argentini e di svizzeri che li acquistarono a suo tempo. I progressi ottenuti in questo senso negli ultimi giorni, fanno ben sperare nella conclusione di un accordo soddisfacente per la maggioranza dei creditori.

Il viaggio della Calmy-Rey continua in Uruguay per l’insediamento del nuovo presidente Tabarè Vazquez. Si tratta della prima visita di un membro del Consiglio Federale nella storia del piccolo paese che per le sue caratteristiche è stato spesso definito come la «Svizzera dell’America Latina».

swissinfo, Emiliano Guanella, Buenos Aires

Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Argentina vivono 14’784 cittadini svizzeri.
Si tratta della più grande comunità elvetica nei paesi dell’America latina, davanti a Brasile (con 13’500 svizzeri), Messico (4’700) e Cile (3’800).
Considerando anche figli e nipoti degli emigrati, che non hanno la cittadinanza svizzera, la comunità elvetica in Argentina supera le 100’000 persone.

Iniziato venerdì scorso in Perù, il viaggio di Micheline Calmy-Rey in America Latina prosegue in Uruguay, dove la ministra elvetica degli affari esteri assisterà all’insediamento del nuovo presidente Tabarè Vazquez.

Si tratta della prima visita di un membro del Consiglio federale in Argentina dal 1997 e la prima in assoluto in Uruguay.

Nell’incontro tra Micheline Calmy-Rey e il ministro degli esteri argentino Rafael Bielsa si è parlato di cooperazione economica, regime fiscale per i cittadini emigrati, riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e assistenza giudiziaria tra i due paesi.

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