Biodiversità, un conferenza per concludere l’anno
È iniziata lunedì la Conferenza mondiale sulla diversità a Nagoya, città portuale in Giappone. L’obiettivo è di fissare le misure di protezione di specie e habitat naturali per i prossimi dieci anni.
La conferenza si tiene dal 18 al 29 ottobre nella città nipponica sull’oceano Pacifico. Vi prendono parte circa 200 Stati, i quali sono chiamati ad adottare delle misure volte a frenare la scomparsa di specie e habitat naturali a livello mondiale. Finora, infatti, i tentativi di arrestare la perdita di biodiversità sono stati pressoché sterili, anche in Svizzera.
Nel 1992, al fine di arrestare questa evoluzione, è stata istituita la Convenzione sulla biodiversità biologica. Quasi vent’anni dopo, i Paesi si riuniscono per la decima Conferenza delle parti alla convenzione. I negoziati saranno incentrati su tre temi: piano strategico 2020, protocollo sull’accesso alle risorse genetiche e finanziamento di misure nei Paesi in via di sviluppo.
Nel corso della conferenza, gli Stati dovrebbero adottare il piano strategico 2020 che stabilirà il quadro principale dell’azione internazionale. Inoltre, sarà finalizzato un nuovo protocollo della convenzione che dovrebbe disciplinare l’accesso alle risorse genetiche e la ripartizione dei benefici derivanti dal loro utilizzo. Grazie a tale protocollo (Access and Benefit Sharing, ABS), i Paesi in via di sviluppo, culla di molte delle risorse genetiche, si augurano di trarre dei vantaggi economici.
Le industrie farmaceutiche – per esempio – saranno chiamate alla cassa quando faranno capo a piante tropicali o alle conoscenze mediche tradizionali per la produzione delle medicine: dovranno versare parte dei profitti alle popolazioni delle regioni da cui provengono tali piante. Infine, dovrà essere regolata la questione del finanziamento della politica internazionale nel settore della biodiversità nei Paesi in via di sviluppo.
La Svizzera sarà presente alla conferenza con un delegazione guidata da Franz Perrez, capo della divisione affari internazionali dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Anche Mortiz Leuenberger, ministro dell’ambiente svizzero, parteciperà dal 27 al 29 ottobre alla riunione ministeriale. Si tratterà del suo ultimo impegno nella funzione di consigliere federale.
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