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I prezzi elevati del petrolio potrebbero dare impulso alle energie rinnovabili, afferma il CEO di Energy Vault

Robert Piconi
Robert Piconi è presidente del consiglio di amministrazione, cofondatore e amministratore delegato di Energy Vault, responsabile della visione d'insieme, della direzione strategica e dei risultati operativi dell'azienda. Thomas Kern / SWI swissinfo.ch
Serie CEO spotlight, Episodio 10:

Robert Piconi, presidente e amministratore delegato di Energy Vault, sostiene che il rincaro del petrolio potrebbe anche essere una buona notizia.

Energy Vault, un’azienda specializzata nelle soluzioni di stoccaggio di energia da fonti rinnovabili come il solare e l’eolico, è una sorta di eccezione per una ditta svizzera. Nel 2022 si è quotata nella borsa di New York (NYSE) sfruttando un percorso accelerato attraverso una cosiddetta SPAC (Special Purpose Acquisition Company), dopo aver raccolto più di 200 milioni di dollari (156 milioni di franchi svizzeri): un record per una startup.

Swissinfo ha incontrato in Ticino, a Lugano, l’americano Robert Piconi, cofondatore, presidente e amministratore delegato di Energy Vault. Ci ha spiegato perché la sua azienda ha dislocato parte delle proprie attività negli Stati Uniti e come sta sfruttando la volatilità dei prezzi dell’energia elettrica.

Formazione
2000: MBA presso la Northwestern University, Kellogg School of Management (USA)
1992: BBA/BS in finanza e letteratura del Rinascimento italiano presso la University of Notre Dame (USA)


Tappe della carriera
Dal 2017: cofondatore e CEO di Energy Vault (anche presidente del consiglio di amministrazione dal 2022)
2014-2016: Pantheon Healthcare Group (azienda di Permira Funds): fondatore, CEO del gruppo e direttore
2011-2014: MESA – Medical Equipment Solutions and Applications, fondatore e CEO del gruppo

Swissinfo: State percependo l’influsso delle attuali tensioni geopolitiche, tra cui i dazi statunitensi e la permanente instabilità nel Medio Oriente?

RP: Queste tensioni creano incertezza e dirottano gli investimenti verso valori ritenuti più sicuri, come l’oro e i titoli a reddito fisso. I dazi americani hanno avuto ripercussioni significative sulle nostre attività, limitando di fatto l’accesso al mercato USA, in quanto l’approvvigionamento di batterie dipende in gran parte dalla Cina.

Secondo le nostre stime, le recenti tensioni nel Medio Oriente hanno avuto un impatto negativo pari a circa il 25–30% sulla valutazione delle nostre azioni, erodendo in parte il risultato della solida performance del 2025. In compenso, prezzi del petrolio costantemente elevati possono rendere più attraenti le energie rinnovabili e le soluzioni di stoccaggio.

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Swissinfo: La crisi energetica e i prezzi del petrolio alle stelle hanno già accresciuto l’interesse della clientela?

R.P: Sì. Stiamo notando un forte aumento sia dell’interesse sia degli ordini confermati per i nostri sistemi di stoccaggio a batteria, da parte di clienti americani ed europei.

La persistente volatilità nei mercati globali dell’energia ha reindirizzato radicalmente le priorità delle imprese verso la sicurezza energetica e la stabilità dei costi a lungo termine. Questa tendenza oggi è fortemente accentuata dall’aumento esponenziale della domanda di energia elettrica per alimentare l’intelligenza artificiale, i data center e un’infrastruttura digitale in espansione. C’è un’esigenza immediata e massiccia di energia scalabile e affidabile.

Di conseguenza, la nostra clientela si è mossa rapidamente da un interesse teorico alla volontà di una realizzazione immediata su larga scala. Ci contatta per acquistare le nostre soluzioni di stoccaggio a medio e lungo termine per dare continuità alle energie rinnovabili intermittenti e garantire la stabilità della rete 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sotto pressioni di carico mai viste prima. Sebbene la nostra crescita continui a basarsi su tendenze di lungo periodo quali la decarbonizzazione e la modernizzazione della rete, l’attuale contesto macroeconomico ha notevolmente accelerato sia la velocità sia l’ampiezza della nostra offerta commerciale.

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Swissinfo: Diversi Paesi stanno riducendo i loro investimenti nell’energia verde. Energy Vault ne subisce le conseguenze?

RP: Anche se alcuni governi stanno ripensando le loro politiche – per esempio, l’attuale amministrazione USA è scettica nei confronti delle tecnologie eoliche a causa dei loro costi elevati – il fabbisogno di energia elettrica rimane altissimo e stimola una domanda crescente di soluzioni di stoccaggio.

In particolare, l’espansione dell’infrastruttura IA, sotto la spinta di colossi come Meta, Microsoft e Amazon Web Services, sta facendo esplodere la domanda di elettricità per i grandi data center, che spesso supera l’offerta disponibile e, in alcuni casi, comporta un maggior ricorso al carbone come fonte energetica.

Un’altra importante area di crescita sono i data center modulari. Si tratta di unità progettate e costruite in fabbrica, che vengono trasportate e installate rapidamente in loco. Sono veloci da mettere in funzione, facilmente scalabili e molto flessibili in termini di ubicazione.

L’energia eolica e solare possono essere fonti di energia convenienti sotto il profilo dei costi, a patto che le spese di stoccaggio siano contenute. Ed è proprio in quest’ambito che le nostre soluzioni risultano essenziali.

Foto dell'intervista 1
“Fin dall’inizio abbiamo privilegiato le borse statunitensi perché sono più liquide e offrono un migliore accesso al capitale.” Thomas Kern / SWI swissinfo.ch

Swissinfo: La Cina è ancora un mercato fondamentale per voi?

RP: Le nostre attività in Cina continuano a svilupparsi secondo le aspettative. L’impianto di Rudong, aperto nel 2023, rimane un progetto strategico sia sul piano commerciale sia come dimostrazione su larga scala della nostra tecnologia. Più in generale, la Cina rappresenta un mercato importante nel lungo termine per via del suo ruolo dominante nelle energie rinnovabili e nelle soluzioni di stoccaggio, e noi continuiamo a valutare ulteriori opportunità in cui con la nostra tecnologia possiamo contribuire alla flessibilità e alla stabilità della rete. 

Swissinfo: Ha fondato Energy Vault SA in Ticino nel 2017. Lei è un cittadino americano: cosa l’ha spinto a stabilirsi qui?

RP: Ero già a Lugano, dove dirigevo un’azienda specializzata nella diagnostica medica per immagini. Quando l’ho venduta mi ha contattato Bill Gross, fondatore in California dell’incubatore tecnologico Idealab, che ha dato vita a più di 150 aziende. In quel periodo, Bill stava lavorando a nuove tecnologie solari e meccaniche insieme ad Andrea Pedretti, il nostro attuale direttore tecnico, anche lui attivo in Ticino con il suo team.

Di conseguenza ci è sembrato del tutto naturale fondare Energy Vault SA a Lugano, dove abbiamo avviato le nostre attività di ricerca e sviluppo grazie a un finanziamento iniziale di Idealab. Oggi manteniamo operazioni commerciali in Ticino, coprendo le regioni Europa, Medio Oriente e Africa. I nostri principali partner di ricerca in Svizzera sono il Politecnico di Zurigo, per lo sviluppo di software di IA, e il Cemex innovation center, per i materiali alternativi a neutralità carbonica. Attualmente diamo lavoro a 24 persone in Svizzera e siamo in continua espansione.

Swissinfo: Perché nel 2019 ha creato un secondo centro operativo in California con il nome di Energy Vault Inc.?

RP: Non potevamo ignorare il fatto che gli Stati Uniti sono il secondo mercato per lo stoccaggio di energia dopo la Cina. È anche un luogo ideale per reclutare ingegnere e ingegneri specializzati in software per batterie e infrastrutture di rete. Inoltre avevamo l’intenzione di entrare nella borsa statunitense, per cui abbiamo costituito una holding in quel Paese: la Energy Vault Holdings Inc.

Foto dell'intervista 2
“Il persistere di prezzi elevati del petrolio può rendere più interessanti le energie rinnovabili e le soluzioni di stoccaggio.” Thomas Kern / SWI swissinfo.ch

Swissinfo: Ha preso in considerazione l’idea di farsi quotare in una borsa europea o in quella svizzera (SIX)?

RP: Sin dal principio abbiamo preferito la borsa statunitense, poiché offre più liquidità e un accesso migliore ai capitali.

Swissinfo: Nel 2020, Energy Vault è stata nominata “pioniere tecnologico” dal Forum economico mondiale (WEF). Un onore riservato a poche aziende. Questo riconoscimento si è tradotto in vantaggi commerciali concreti?

RP: Sì. Ci ha consentito di partecipare due volte all’incontro annuale di Davos, dove siamo entrati in contatto con una rete eccezionale di primattori economici, tra cui potenziali clienti e partner. Ha inoltre accresciuto la nostra visibilità a livello mondiale, il che si è rivelato molto utile nell’ottenimento di finanziamenti.

Swissinfo: Nel 2022, Energy Vault è entrata in borsa grazie a una SPAC.* Perché non attraverso una tradizionale IPO?

RP: Abbiamo valutato diverse opzioni, ma abbiamo scelto la SPAC perché era la strada più veloce per quotarci in borsa, visto il forte desiderio di investire in titoli di aziende in forte crescita specializzate nella sostenibilità. Come parte dell’operazione, abbiamo ottenuto un consistente sostegno finanziario da parte sia di vecchi partner come Saudi Aramco e SoftBank, sia di nuovi investitori tra cui Korea Zinc e Chian Tianyin. A differenza di molte altre aziende quotate tramite SPAC, stavamo già generando ricavi consistenti: 146 milioni di dollari nell’anno di esordio in borsa e quasi 350 milioni l’anno successivo. In totale, l’offerta pubblica ha portato circa 236 milioni di dollari nelle nostre casse, malgrado il nostro settore sia relativamente nuovo e poco rappresentato in borsa.

Ritratto di Robert Piconi
“Inizialmente ci siamo concentrati sullo stoccaggio per gravità tramite torri modulari.” Thomas Kern / SWI swissinfo.ch

Swissinfo: Come gestisce la pressione delle scadenze che incombono sulle società quotate in borsa, come i rendiconti trimestrali e i costosi obblighi di pubblicazione?

RP: C’è effettivamente un ritmo trimestrale: alla fine di un trimestre bisogna iniziare la preparazione per quello successivo. È necessaria disciplina e struttura. Tuttavia, questo non ci distoglie dal creare innovazione e crescita a lungo termine. Abbiamo scelto di pubblicare solo previsioni annuali e non trimestrali, approfittando della flessibilità concessa alle società emergenti in crescita quotate in borsa.

Swissinfo: Inizialmente vi occupavate dello stoccaggio gravitazionale di energia, ossia la conversione di energia elettrica in energia potenziale gravitazionale tramite il sollevamento di grandi masse. Come mai nel 2022 vi siete allargati allo stoccaggio a batteria e a idrogeno verde?

RP: Abbiamo iniziato con l’accumulo di energia gravitazionale utilizzando torri modulari, che sono particolarmente adatte allo stoccaggio di lunga durata, attorno alle otto ore. In questo contesto, per «durata» si intende il tempo durante il quale l’energia stoccata può essere erogata a piena potenza. Parallelamente abbiamo anche sviluppato una piattaforma informatica fondamentale per l’interazione con la rete e la gestione delle risorse, comprese la manutenzione predittiva e la sicurezza.

Dopo la nostra entrata in borsa, è emerso chiaramente che il mercato era dominato dallo stoccaggio a breve durata – tipicamente dalle due alle quattro ore – quindi ci siamo allargati al settore dello stoccaggio a batteria. La nostra piattaforma informatica ci consente di gestire sia le soluzioni gravitazionali sia quelle a batteria.

In seguito abbiamo aggiunto anche l’idrogeno verde, adatto allo stoccaggio di lunghissima durata, per esempio, fino a 48 ore di riserva energetica per una microrete che serve un’intera città. Nel 2024 abbiamo firmato un contratto di dieci anni e mezzo con la Pacific Gas and Electric Company in California per garantire un backup fino a 48 ore utilizzando l’idrogeno verde in caso di interruzioni della corrente.

Libri svizzeri
“Attualmente abbiamo 24 dipendenti in Svizzera e stiamo continuando a crescere.” Thomas Kern / SWI swissinfo.ch

Swissinfo: Come generate ricavi?

RP: Dipende dalla struttura dei contratti. In alcuni casi fatturiamo i servizi di stoccaggio. In altri, acquistiamo l’elettricità quando il prezzo è basso e la rivendiamo quando è più alto. La nostra piattaforma utilizza l’IA per ottimizzare la partecipazione al mercato, determinando i momenti migliori per immagazzinare o erogare energia.

Swissinfo: Due anni fa, perché siete passati da semplici fornitori di tecnologia a un’impresa totale che costruisce, possiede e gestisce i propri impianti di stoccaggio di energia?

RP: Dopo la quotazione in borsa, i ricavi annuali sono aumentati da 146 a 350 milioni di dollari, ma in seguito sono scesi a circa 50 milioni. Questa volatilità rispecchiava la natura imprevedibile di un modello basato esclusivamente sulla fornitura di servizi tecnologici, in cui i ricavi dipendono dalla tempistica dei contratti e dai ritardi nella realizzazione. Anche i margini erano relativamente bassi.

Con l’aiuto della nostra banca di investimento abbiamo analizzato l’intera catena di creazione del valore, comprese le aziende di hardware, gli integratori di sistemi, le aziende che forniscono l’elettricità e i produttori indipendenti di energia. La conclusione è stata che la maggior parte del profitto va a chi produce indipendentemente l’energia, che opera tipicamente con contratti d’acquisto di 10 o 15 anni e genera ricavi ricorrenti, stabili e interessanti. In mercati come quello statunitense, beneficia inoltre di crediti d’imposta sugli investimenti.

Quest’analisi ci ha spinti ad adottare un modello integrale di costruzione, proprietà e gestione degli impianti di stoccaggio dell’energia. Quest’integrazione verticale ha prodotto ottimi risultati nel 2025, in cui per la prima volta abbiamo raggiunto la redditività nel quarto trimestre. Attualmente possediamo e gestiamo due impianti, e altri due sono in costruzione.

Swissinfo: Com’è composta la vostra clientela tipica, e quali sono i clienti principali in Svizzera?

RP: La nostra clientela include governi locali, aziende elettriche, produttori indipendenti di elettricità e grandi aziende energivore, come le società minerarie o i giganti tecnologici che gestiscono grandi centri dati per le applicazioni dell’intelligenza artificiale.

In Svizzera abbiamo appena fornito a Schindler un gruppo di accumulatori a batteria per sostenere i suoi obiettivi di decarbonizzazione. Inoltre, abbiamo firmato un accordo con Energie Wettingen AG, un’azienda pubblica che fornisce elettricità nel Canton Argovia, per installare una piattaforma di sistemi di stoccaggio a batteria. Altri progetti sono in fase di realizzazione.

* Nota della redazione: una SPAC (Special Purpose Acquisition Company) è una società costituita con l’unico scopo di assorbire un’altra azienda (ad esempio Energy Vault) e portarla in borsa senza passare attraverso il tradizionale processo di IPO (offerta pubblica iniziale).

Articolo a cura di Virginie Mangin/ds

Traduzione di Paolo Valenti 

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Moderato da: Simon Bradley

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