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La Svizzera costretta a giustificarsi presso l’UIL

Il clima negoziale tra sindacati e padronato è diventato più duro negli ultimi tempi, come mostrato dal lungo conflitto presso l'azienda Swissmetal di Reconvilier Keystone

L'Ufficio internazionale del lavoro ha accettato una denuncia sporta dall'Unione sindacale svizzera contro la progressiva erosione di negoziati e contratti collettivi in Svizzera.

Riunita in occasione della Conferenza internazionale del lavoro a Ginevra, una commissione di esperti ha invitato le autorità svizzere a spiegare la loro posizione.

Chiamato in causa da una denuncia inoltrata dall’Unione sindacale svizzera (USS), il governo elvetico ha dovuto rispondere per la prima volta dinnanzi alla Commissione delle norme della Conferenza internazionale del lavoro.

Le autorità di Berna dovranno ora prendere posizione entro la fine dell’anno, con un rapporto, in merito alle critiche avanzate dalla federazione sindacale sull’applicazione della Convenzione numero 98 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), che regola il diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva.

Nella sua denuncia, l’USS aveva criticato in particolare le lacune nella protezione contro i licenziamenti antisindacali, la sostituzione dei sindacati tramite commissioni del personale nei negoziati sulle condizioni di lavoro e la progressiva erosione dei contratti collettivi.

Dialogo reale

La commissione di esperti ha ora invitato il governo svizzero a “proseguire un dialogo reale con i partner sociali sulla discriminazione antisindacale”.

Ha anche lamentato che la Confederazione non abbia risposto dal 2004 alle precedenti critiche avanzate dall’USS.

Gli esperti hanno preso atto dell’impegno assunto dal governo – rappresentato dall’ambasciatore Jean-Jacques Elmiger del Segretariato di Stato per l’economia (seco) – di presentare al comitato sulla libertà sindacale dell’UIL un rapporto in novembre.

Nel marzo 2004 il Consiglio federale aveva chiesto all’UIL di non dare seguito a un’altra denuncia dell’USS sulla protezione contro i licenziamenti antisindacali.

USS soddisfatta

“Siamo soddisfatti della decisione degli esperti. La nostra denuncia non è stata respinta dall’UIL: è un buon inizio”, ha indicato Jean-Claude Prince, segretario centrale dell’USS.

Jean-Claude Prince ha denunciato davanti agli esperti internazionali “l’emorragia che colpisce i contratti collettivi in Svizzera”. Nel 1990, la copertura di tali contratti si estendeva al 50 % degli impieghi, mentre nel 2003 era ridotta al 36,7 %, con grandi disparità a dipendenza dei singoli cantoni.

Il sindacalista ha anche criticato “la marginalizzazione dei sindacati da parte di alcuni datori di lavoro, che preferiscono negoziare direttamente con i rappresentanti del loro personale”, contravvenendo alle convenzioni dell’UIL.

“A cosa serve – ha chiesto Prince rivolgendosi alle autorità elvetiche – elaborare norme ed esigere che vengano rispettate da altri paesi”, se la Confederazione stessa “non segue le disposizioni di diritto internazionale del lavoro alle quali aderisce?”.

Critiche del padronato

Sull’altro fronte, Alexandre Plassard, dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), ha affermato che lo Stato non dovrebbe interferire nel dialogo tra aziende e sindacati.

L’USS era intervenuta per la prima volta davanti al comitato sulla libertà sindacale dell’UIL nel maggio 2003, senza però ottenere risultati tangibili. Era quindi tornata alla carica nell’ottobre 2004.

Le commissioni di esperti dell’organo internazionale non infliggono sanzioni – ad eccezione di casi estremi, come quello del lavoro forzato in Birmania – ma emanano raccomandazioni.

swissinfo e agenzie

In Svizzera circa 700 contratti collettivi di lavoro (CCL) sono oggetto di trattative tra padronato e sindacati.

I CCL sono accordi scritti conclusi tra le organizzazioni dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro, destinati a stabilire degli standard comuni per determinate categorie professionali o settori economici.

La legge sul lavoro conferisce il diritto a padronato e sindacati di elaborare delle regole sulle condizioni contrattuali e di stabilire diritti e obblighi di lavoratori e datori di lavoro.

In Svizzera esistono due grandi organizzazioni mantello dei lavoratori: l’Unione sindacale svizzera che raggruppa 16 sindacati per un totale di 380’000 membri e Travail.Suisse, a cui sono affiliati 13 sindacati con 160’000 membri.
Esistono inoltre altri sindacati che non fanno parte di nessuna federazione sindacale.
Nel 1990, i contratti collettivi di lavoro si estendevano al 50 % degli impieghi, mentre nel 2003 questa quota era scesa al 36,7 %.

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