Calmy-Rey ancora al centro delle critiche
I pacifisti israeliani si sono aggiunti al coro di riprovazione nei confronti della ministra degli esteri svizzera per il suo recente viaggio in Iran.
Le polemiche scoppiate per il viaggio effettuato a metà marzo da Micheline Calmy-Rey in Iran, durante il quale ha assistito alla firma di un contratto per la fornitura di gas iraniano alla Svizzera, non accennano a placarsi.
Alle rimostranze già espresse dalle autorità israeliane e statunitensi, nonché da alcune organizzazioni ebraiche, si sono aggiunte anche le critiche dei pacifisti israeliani, si è appreso domenica.
Tre settimane fa, Yossi Beilin, deputato e presidente del partito pacifista Meretz, ha inviato una lettera alla ministra degli esteri elvetica, nella quale sottolinea il suo malessere nel “vederla seduta vicina a qualcuno che nega l’Olocauso e minaccia di distruggere Israele”, scrive il quotidiano Haaretz.
Lunedì scorso, Beilin – la personalità israeliana più impegnata nella cosiddetta Iniziativa di Ginevra – ha poi incontrato la stessa Calmy-Rey a Berna. Al colloquio ha partecipato anche Yasser Abed Rabbo, consigliere del presidente palestinese Mahmud Abbas, che fu il principale promotore dell’Iniziativa di Ginevra da parte palestinese.
Jean-Philippe Jeannerat, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri, ha definito il colloquio “caloroso”, senza però fornire altri dettagli.
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